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Migranti, Sanchez scagiona il Marocco su Ceuta ed evoca il complottone di Russia e Israele

Foto: Ansa

Luigi Frasca
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Pedro Sánchez scagiona il Marocco e accusa "un'internazionale dell'ultradestra" di aver orchestrato una campagna di disinformazione che ha portato all'assalto di decine di migliaia di migranti a Ceuta a fine luglio. Il premier spagnolo ha assicurato che non vi sono "informazioni" da parte dell'intelligence su collegamenti tra le autorità marocchine e la crisi migratoria nell'exclave spagnola. Il Capo dell'Esecutivo, in un'intervista alla rete SER, ha sottolineato che le informazioni raccolte scagionano "senza dubbio" il Marocco per gli eventi del 30 luglio e si è inoltre detto convinto che le relazioni bilaterali con Rabat sono "positive" e che presentano "molte sfaccettature e aspetti" rilevanti nell'ambito della migrazione. Ha anche ricordato che le autorità marocchine hanno effettuato un ampio dispiegamento di polizia nella zona di Castillejos per tutta la durata della crisi, al fine di arginare l'afflusso di migranti a Ceuta. A oggi restano a Ceuta 5.000 migranti, 1.200 dei quali minori.

 

 

Sánchez ha soprattutto ribadito l'ipotesi di una diffusione di "bufale" sui social media riguardo alla sentenza della Corte Suprema sui migranti che tentano di raggiungere la Spagna a nuoto. Giovedì il premier dovrà riferire in Parlamento sulle decisioni dell'Esecutivo durante la crisi, mentre già oggi toccherà ai ministri per le Pari Opportunità, Ana Redondo, e della Gioventù e dell'Infanzia, Sira Rego. Il primo ministro ha sottolineato che "non c'erano informazioni che anticipassero la portata della crisi che avremmo dovuto affrontare il 30 e il 31" e che l'esecutivo continua a indagare sulle cause scatenanti. "Stiamo ancora indagando. Il Governo spagnolo deve agire sulla base dei dati, dei fatti concreti. Quello che sappiamo finora è che una sentenza della Corte Suprema è stata travisata e che esiste una disuguaglianza strutturale che fa sì che le città autonome di Ceuta e Melilla abbiano probabilmente i confini più complessi del mondo".

 

 

In particolare Sanchez ha puntato il dito contro Russia e Israele, che hanno diffuso e amplificato la disinformazione che ha innescato l'assalto di decine di migliaia di migranti all'enclave spagnola. È "chiaro" che i due Paesi abbiano approfittato della crisi per criticare il governo spagnolo, in disaccordo con Madrid sulla sua posizione riguardo alle guerre in Ucraina e in Medio Oriente.

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