Cerca
Edicola digitale
+

La mappa woke di Mamdani. Spunta la Palestina, sparisce l'Italia

L'ultima mossa politica del sindaco di New York che inserisce invece Little Bangladesh, Little Manila, Little Africa. Valanga di critiche sui social e media per aver cancellato Little Italy. Insorge la comunità italo-americana

  • a
  • a
  • a

«Dov'è la Little Italy?», così Fox News nella sua pagina social ha dato voce alla denuncia della comunità italo-americana sulla nuova, pretestuosa "super" idea del sindaco di Ney York, Zohran Mamdani. Mentre mezza Manhattan rischia di crollare, a causa di alcuni cedimenti interni al mega grattacielo, ex quartiere generale della Pfizer (un segno del destino?) il primo cittadino ha ha pubblicato la mappa delle enclave di immigrati che vivono nella Grande Mela. Con tanto di bandierine e leggenda con i quartieri. Spunta così Little Palestine, Little Bangladesh e ancora, Little Manila, Little Haiti, Little Colombia, Little Mexico, Little Dominican Republic. E persino Little Africa (dal significato assai generico). Dalla mappa wokissima di Mamdani però è sparita Little Italy, e con essa diverse comunità pure storiche ebraiche e irlandesi. Una scelta precisa dunque, squisitamente politica in vista della campagna elettorale, e non solo quella di metà mandato. Lo scontro sugli immigrati infatti è quello che probabilmente deciderà il corso della politica americana. Da una parte i socialisti, ovvero negli Stati Uniti la sinistra più radicale, che ha nel sindaco newyorkese il suo esponente di punta, e che stanno crescendo in tutti gli Stati, vincendo anche le primarie dei democratici. Dall’altra il presidente Donald Trump che ha intuito la strada e incentrato i suoi ultimi discorsi sul pericolo comunista.
In mezzo una storia centenaria di valori condivisi e di quel rispetto liberale che ha fatto degli Stati Uniti la democrazia più avanzata al mondo. Ed questa storia la vittima numero uno della spinta sempre più woke di una sinistra americana che punta a scardinare il più saldo dei bipolarismi.
Immediata e durissima la replica dell’Italian American Civil Rights League, che in una nota pubblicata sui social ha definito l’assenza dello storico quartiere italiano una scelta deliberata e offensiva.
Secondo l’associazione, Mamdani avrebbe ignorato un luogo considerato «sacro» per la comunità italoamericana e mostrato più volte ostilità verso la sua storia e i suoi simboli. La protesta è stata rilanciata anche da alcuni esponenti politici locali e dal caucus italoamericano del Consiglio comunale, secondo cui l’elenco dei quartieri rappresentati sarebbe «nel migliore dei casi incompleto e nel peggiore offensivo». Protesta formale verrà presentata anche dal presidente della Commissione Cultura della Camera e membro della Uip Italia-Usa, Federico Mollicone (FdI). Il Municipio della città più grande d’America ha giustificato la scelta sostenendo che la mappa «non vuole ricostruire tutte le comunità che hanno partecipato allo sviluppo della città, ma mettere in evidenza soprattutto i quartieri nei quali vive oggi una significativa popolazione nata all’estero. Si tratta – spiegano dall’amministrazione – di una raccolta di illustrazioni, non di una carta amministrativa ufficiale, e il criterio utilizzato è quello della presenza attuale di immigrati, non quello del peso storico delle diverse comunità».
Insomma la toppa, peggio del buco. «Non è un errore burocratico, Mamdani ci odia», insistono diverse associazioni italo-americane.
Un boomerang per il primo sindaco musulmano di New York, quello che ha giurato sul Corano e ha tenuto il discorso del 4 luglio circondato da immigrati. Dimenticando forse che se lui siede sullo scranno del potere newyorkese è proprio grazie a quei migranti che oltre un secolo fa e negli anni a venire hanno creato il sistema democratico di cui oggi ne gode. E combattuto per mantenerlo.
È vero che Little Italy oggi è ridotta essenzialmente a poche stradine intorno a Mulberry Street, quasi "inglobata" da Chinatown. Ma c’è l’Italian American Museum, il negozio di cannoli siciliani e qualche bottega che ricorda ancora il Belpaese, ci si veste a festa e si festeggiano i santi padroni. Un simbolo per tutti gli italiani, soprattutto per quei 700 mila (secondo le ultime stime disponibili) che vivono a New York o che ci sono nati ma hanno un cognome italiano che portano con orgoglio. Ma la caccia al voto in casa Mamdani parla, di fatto, solo arabo.

Dai blog