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Usa-Iran, tra fondi sbloccati e smentite sul nucleare. E Israele apre al piano di ritiro in Libano

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I negoziati fra Usa e Iran proseguono fra dichiarazioni e smentite, minacce e diplomazia. Oggi è stata annunciata l'intesa per lo sblocco di 12 miliardi di dollari dei fondi congelati a Teheran, anche se l'Iran ha chiarito che non sarà obbligata ad acquistare prodotti agricoli dagli Stati Uniti, come aveva invece dichiarato JD Vance. Questo accadrà "solo se questi offriranno prezzi e qualità migliori rispetto alle alternative".

Resta in bilico il dossier nucleare. Da una parte Donald Trump sostiene che gli Ayatollah abbiano accettato le ispezioni dell'Aiea agli impianti, mentre dall'altra l'Iran smentisce il tutto per bocca del portavoce del ministero degli Esteri , Esmail Baghaei: "Non abbiamo incontrato il capo dell'Agenzia internazionale per l'Energia Atomica Rafael Grossi in Svizzera né abbiamo in programma visite da parte dell'agenzia nei siti danneggiati dalla guerra. Non esiste un protocollo in merito. Continueremo con la procedura attuale basata sul Trattato di non proliferazione nucleare". La Casa Bianca parla di "proteste" e "false dichiarazioni", aggiungendo che "se non avessero accettato questo" non ci sarebbero ulteriori negoziati". La questione è ancora un enorme punto interrogativo.

Diverso invece il fronte Stretto di Hormuz, dove Ayatolla rivendicano massimo controllo: "La sua gestione non tornerà mai alle condizioni prebelliche. Lo Stretto sarà gestito dall'Iran, in conformità con il diritto internazionale e attraverso accordi iraniani" ha detto il capo negoziatore iraniano Mohammad Ghalibaf. Intanto, L'agenzia Onu per la sicurezza della navigazione (Imo) ha annunciato che è in corso un piano per evacuare le navi con circa 11mila marittimi bloccate nello Stretto.

Nella piena evoluzione del quadro, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si è recato in Pakistan per la prima volta dall'inizio del conflitto mentre una delegazione libanese è arrivata negli Usa per un nuovo ciclo di negoziati con Israele. Teheran ha ribadito che il Libano è parte integrante degli accordi, ma Israele, che non è stata coinvolta nel memorandum, ha fatto sapere di non indietreggiare rispetto la minaccia terroristica di Hezbollah. Secondo Channel 12, nel nuovo ciclo di negoziati Israele-Libano a Washington la delegazione di Gerusalemme si presenterà con delle mappe e proporrà un piano pilota per un ritiro parziale da una zona limitata del Libano meridionale.

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