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Gli Usa colpiscono radar dell'Iran. Rappresaglia contro le basi americane in Kuwait e Bahrein

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Foto:  Ansa 

Andrea Riccardi
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Dopo 100 giorni di guerra e una tregua fragilissima un nuovo scambio di colpi allontana la possibilità di accordo di pace tra Stati Uniti e Iran proprio mentre Washington conferma di aver concesso ai calciatori iraniani il visto per i Mondiali. Settimane di complessi negoziati, ricevute da minacce e recrudescenze di violenza, non sono servite a raggiungere un'intesa per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz. Il cessate il fuoco è in vigore dall'8 aprile, ma le tensioni sono tornate a salire quando l'esercito statunitense ha annunciato di aver colpito postazioni radar in Iran e poco dopo le sirene antiaeree hanno suonato in Kuwait e Bahrein - entrambi Paesi che ospitano basi americane - e sono state udite delle esplosioni. I Guardiani della Rivoluzione hanno detto di aver preso di mira con missili "basi nemiche" in risposta all'"invasione" statunitense delle isole di Sirik e Qeshm. Gli Usa hanno anche annunciato di aver abbattuto quattro droni iraniani diretti verso lo Stretto di Hormuz, prima di colpire installazioni radar costiere iraniane a Goruk e sull'isola di Qeshm. "I droni d'attacco rappresentavano una minaccia immediata per il traffico marittimo regionale", mentre gli attacchi alle installazioni radar "servono a prevenire ulteriori assalti", ha affermato il comando Usa in un comunicato. La televisione di stato iraniana Irib ha riferito che "diverse esplosioni sono state udite" a Sirik, nel sud dell' Iran e che "in risposta le basi nemiche nella regione sono state colpite da missili".

Il Kuwait ha reso noto di aver risposto agli attacchi iraniani che, secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti, sono stati compiuti con sette missili balistici anche verso il Bahrein. Sei missili sono stati abbattuti, mentre il settimo "non ha raggiunto il bersaglio previsto ". "Al momento non ci sono notizie di feriti tra il personale statunitense e le affermazioni iraniane di aver danneggiato il quartier generale della Quinta Flotta statunitense in Bahrein sono false", ha dichiarato il comando Usa. Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato ieri a Nbc News che l'Iran ha ancora circa il "21-22%" del suo arsenale missilistico, smentendo funzionari statunitensi che a più riprese hanno sostenuto che la capacità militare di Teheran è ormai paralizzata. L'escalation segue il via libera degli Stati Uniti alla partecipazione della nazionale di calcio iraniana ai Mondiali di calcio. L'ambasciatore americano in Turchia, Tom Barrack, ha confermato il rilascio dei visti, affermando che "lo sport trascende i confini e non vediamo l'ora di accogliere atleti e tifosi da tutto il mondo". Tuttavia, l'agenzia di stampa iraniana Fars ha riferito che i documenti per l'ingresso alla frontiera non erano ancora stati rilasciati ad alcuni membri dello "staff tecnico ed esecutivo" della squadra. Un funzionario dell'amministrazione statunitense, rimasto anonimo, ha dichiarato che Washington "non permetterà alla squadra iraniana di abusare di questo sistema per far entrare clandestinamente terroristi negli Stati Uniti con falsi pretesti".

Le forze statunitensi, a maggio, hanno contribuito a coordinare il passaggio di oltre 100 navi mercantili attraverso lo Stretto di Hormuz, in entrata e in uscita dal Golfo Persico, nonostante la navigazione rimanga rischiosa a causa dello stallo nei negoziati per porre fine alla guerra e della presenza di mine galleggianti. Nel frattempo  gli Stati Uniti sospettano che Israele abbia intensificato gli sforzi per spiare gli alti funzionari americani, tra cui l'inviato speciale del presidente statunitense Donald Trump, Steve Witkoff, coinvolto nei negoziati con l'Iran . Lo riporta il New York Times, citando rapporti dell'intelligence statunitense, secondo cui Washington è anche preoccupata per il fatto che Israele sta cercando di intercettare le comunicazioni del sottosegretario alla Difesa per le politiche, Elbridge Colby, e di uno dei suoi vice, Michael P. DiMino IV. Un portavoce dell'ambasciata israeliana ha smentito le accuse, dichiarando che "Israele non spia gli Stati Uniti". In precedenza, la Nbc aveva riferito che nelle scorse settimane il Pentagono aveva innalzato il livello di allerta per il controspionaggio nei confronti al massimo livello.

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