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L'Iran agli Usa: "Consegniamo l'uranio se revocate le sanzioni". Rivelate le condizioni dell'accordo

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Foto:  Ansa 

Andrea Riccardi
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Revoca delle sanzioni in cambio della consegna dell'uranio. È la principale condizione che l'Iran chiederebbe agli Stati Uniti per firmare l'accordo di pace. Lo rivela Sky News Arabia, sostenendo che l'intesa tra i due paesi belligeranti è  vicina. Teheran chiederebbe anche l'accettazione di discussioni su un protocollo relativo al corridoio sicuro per la riapertura dello Stretto di Hormuz prima di passare a una tregua di 30 giorni. Nel frattempo Asim Munir, capo dell'esercito pakistano e tra i mediatori dell'accordo, ha lasciato Teheran insieme al ministro dell'Interno pakistano Mohsin Naqvi, anche lui in visita nella capitale iraniana per cercare di finalizzare l'intesa. Munir e Naqvi hanno incontrato, oltre ad Araghchi, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, come riporta l'agenzia di stampa Irna. Iran e Usa si stanno ''avvicinando a un accordo definitivo'' per la fine delle ostilità ma ''restano questioni da risolvere''. Lo ha dichiarato un membro del Comitato per la Sicurezza Nazionale iraniano: "L'Iran e il Pakistan hanno condiviso il fatto che le sfide da affrontare vengono poste dagli Stati Uniti".

Il Centcom, il Comando centrale delle forze  armate statunitensi ha annunciato di aver raggiunto il "traguardo" di oltre 100 navi commerciali "dirottate" nell'ambito del blocco navale imposto contro l'Iran. Spiegando che l'operazione, avviata il 13 aprile su ordine del presidente Donald  Trump, coinvolge più di 15 mila militari tra Esercito, Marina, Aeronautica e Marines. Le navi in transito sono state reindirizzate", mentre "solo 26 imbarcazioni umanitarie sono state autorizzate a proseguire". Il Centcom riferisce inoltre che, nel corso delle sei settimane di operazioni, quattro navi sono state "disabilitate" e che il blocco ha di fatto azzerato il traffico commerciale verso i porti iraniani, con l'obiettivo dichiarato di aumentare la pressione economica su Teheran. L'intervento è supportato da 200 tra aerei e unità navali, incluse portaerei e gruppi anfibi schierati nell'area. Il comandante del Centcom, l'ammiraglio Brad Cooper, ha definito l'azione "altamente efficace" e condotta con "precisione e professionalità".

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