Regno Unito, 40 deputati chiedono le dimissioni del premier Starmer. Due donne vogliono sostituirlo
Catherine West domani sfiderà Keir Starmer per la leadership del partito laburista se il primo ministro non fisserà una data per le dimissioni. La deputata britannica, ex Sottosegretario per l'Indo-Pacifico non è disposta a far passare sotto silenzio quei 1.500 consiglieri comunali e quei 40 sindaci persi alle amministrative del 7 maggio dal Labour. "Se nessun ministro si farà avanti per sostituire Sir Keir, lo farò io", ha affermato. Starmer domani è atteso al varco dal partito, a cui dovrà spiegare come il governo intenda andare avanti e cosa vuole fare per la Gran Bretagna dopo la cocente sconfitta elettorale. Le urne hanno penalizzato anche i conservatori, regalando più di 1.300 consiglieri comunali a Reform, il movimento di Nigel Farage che ha fatto campagna sostenendo che "destra e sinistra non esistono più". Ma per i laburisti, che a Westminster hanno la maggioranza assoluta, è stata una vera e propria débâcle. La Lady di Ferro laburista avrebbe bisogno del sostegno di 80 parlamentari per dare la scalata alla leadership del partito. E, al momento, pare non li abbia. Il Segretario alla Salute Wes Streeting ce la sta mettendo tutta per sbarrargli la strada ma non ha fatto i conti con un'altra Iron Lady, la quarantaseienne Angela Rayner, ex sindacalista che ha ricoperto anche la carica vicepremier. "Il Partito Laburista deve cambiare, altrimenti rischia di diventare il partito dei benestanti", ha affermato. "Quello che stiamo facendo non funziona e bisogna cambiare. Questa potrebbe essere la nostra ultima possibilità".
"C'è la possibilità di risanare l'economia britannica in crisi con interventi immediati per ridurre i costi per le famiglie e reintrodurre denaro nell'economia quotidiana", ha sottolineato Rayner. "Si può fare nel rispetto delle attuali regole fiscali, garantendo che coloro che beneficiano della crisi contribuiscano in modo che tutti potessero prosperare". Insomma, tassare i ricchi. E a Starmer un consiglio "morettiano": dì qualcosa di sinistra. Le possibilità che Sir Keir, come lo chiamano i giornali d'Oltremanica, rimanga al numero 10 di Downing Street sembrano diminuire sempre più. Lui, però, di dimissioni non parla. Vuol salvare tutto e, sostiene chi gli è ancora vicino, "lo spiegherà nel discorso di lunedì". Siccome in politica nulla è mai certo e ai laburisti essere guidati da una donna non a tutti piace, c'è chi lavora per portare a Downing Street il sindaco della Greater Manchester, Andy Burnham, e chi vorrebbe vedere a capo del partito Ed Miliband, fedelissimo dell'ex premier Gordon Brown. "C'è una certa lealtà nei confronti di Keir, ma sono arrivati al limite della sopportazione", ha rivelato una fonte interna al governo. "Non si può dire di ascoltare il messaggio degli elettori e poi rinviare la discussione di sei mesi o più. Non abbiamo tempo da perdere".
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