Hantavirus, un crocerista francese si ammala sul volo di rimpatrio: 5 finiscono in isolamento
Ha iniziato a mostrare "sintomi" sul volo sanitario che lo ha riportato a Parigi. Uno dei cinque cittadini francesi evacuati dalla "MV Hondius ", la nave da crociera colpita da un focolaio di hantavirus, e rimpatriati domenica. Lo ha reso noto il Primo Ministro francese Sébastien Lecornu su X. "Questi cinque passeggeri sono stati immediatamente posti in stretto isolamento fino a nuovo avviso. Stanno ricevendo assistenza medica e saranno sottoposti a test e a una valutazione del loro stato di salute", ha aggiunto. Oltre al crocerista malato sono stati infatti isolato i familiari che viaggiavano con lui. Il governo francese emanerà un decreto "già questa sera" per attuare misure di isolamento adeguate a questi casi di contatto. Lecornu ha organizzato un incontro questo pomeriggio a Matignon alla presenza dei ministri della Salute, Stéphanie Rist, dell'Interno, Laurent Nuñez , e degli Affari Esteri, Jean-Noël Barrot, nonché di rappresentanti delle autorità sanitarie. Pochi minuti dopo l'atterraggio, i cinque rimpatriati hanno lasciato l'aeroporto di Le Bourget, ognuno in un'ambulanza differente, per poi raggiungere l'ospedale Bichat. Lì dovranno osservare un periodo di quarantena di 72 ore, il tempo necessario per una valutazione medica completa. Qualora una persona sotto osservazione manifestasse dei sintomi, "sarebbe immediatamente riclassificata come caso sospetto" e inserita in una procedura che prevede "una valutazione specialistica e, successivamente, cure in una struttura sanitaria di riferimento".
È iniziata all'alba al largo di Tenerife l'evacuazione dei passeggeri della nave da crociera MV Hondius, teatro di un focolaio di hantavirus che ha già causato tre morti. A fine giornata novanta delle 151 persone presenti a bordo sono state rimpatriate verso i rispettivi Paesi di residenza per essere sottoposte a controlli medici, mentre emergono le prime differenze negli approcci adottati dai governi. Gli Stati Uniti hanno chiarito che i 17 cittadini americani non saranno necessariamente sottoposti a quarantena. La nave battente bandiera olandese, operata da Oceanwide Expeditions, è giunta nelle prime ore di oggi nelle acque delle Isole Canarie ed è rimasta ancorata al largo di Granadilla de Abona. A bordo si trovavano 151 persone di 23 nazionalità, tra cui 147 passeggeri e quattro membri dell'equipaggio, oltre a esperti sanitari inviati dai Paesi Bassi e dall'Organizzazione mondiale della sanità.
Il focolaio, causato dal virus delle Ande, unico ceppo di hantavirus che può trasmettersi da uomo a uomo, ha provocato la morte di tre passeggeri - una coppia olandese e una donna tedesca - e almeno sei casi confermati. L'Oms considera tutti gli ex passeggeri "contatti ad alto rischio" e raccomanda un monitoraggio medico per 42 giorni, corrispondente al periodo massimo di incubazione della malattia. Negli Stati Uniti, il direttore ad interim dei Cdc, i Centri di controllo e prevenzione delle malattie, Jay Bhattacharya, ha invitato alla calma sottolineando che "questo non è il Covid". I 17 cittadini americani, tutti asintomatici, sono trasferiti alla University of Nebraska Medical Center di Omaha, ma potranno tornrsene a casa non appena terminati i controlli medici. Tra i primi a lasciare la nave vi sono stati i 14 passeggeri spagnoli, trasferiti all'Ospedale Gomez Ulla di Madrid, dove resteranno in isolamento in camere singole e saranno sottoposti a test Pcr e una sorveglianza clinica continua. Il premier Pedro Sanchez ha sottolineato che l'operazione ha coinvolto la Spagna, i Paesi Bassi, l'Unione europea e l'Oms, ribadendo la necessità di una stretta cooperazione internazionale per "garantire la salute pubblica e la sicurezza dei cittadini".
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