Per il suo primo bilancio da sindaco di New York, Zohran Mamdani valuta un forte aumento delle tasse sulla proprietà immobiliari di New York City per sanare i conti della metropoli, a fronte delle resistenze della governatrice dello stato Kathy Hochul ad aumentare l'imposizione sulle aziende e sui contribuenti più ricchi. Quest'ultima - ha spiegato Mamdani - rimane la sua prima scelta ma in caso contrario il sindaco proporrà un aumento del 9,5% delle tasse sulla proprietà immobiliari, con entrate nei conti cittadini per 3,7 miliardi di dollari.
Feltri: il New York Times scopre le due facce di Milano e non vede quelle di Manhattan. Che è molto peggioIl sindaco ha anche chiesto di attingere alle riserve cittadine di 1,2 miliardi di dollari per contribuire a colmare il deficit di NYC: "Non vogliamo dover ricorrere a misure così drastiche per pareggiare il nostro bilancio", ha detto Mamdani. "Ma, non avendo altra scelta, saremo costretti a farlo". Per Mamdani il primo bilancio è quello della verifica delle promesse elettorali, come quello appunto di un aumento delle tasse sui ricchi e sulle aziende per finanziare iniziative come asili nido e servizi di autobus gratuiti.
Rubio e Mamdani, i due volti dell’America minacciata da migrazione ormai fuori controlloL'amministrazione Mamdani aveva inizialmente previsto un deficit di bilancio di circa 12 miliardi di dollari nei prossimi due anni, in seguito ridotto a 5,4 miliardi. Tuttavia l'aumento delle tasse sulle società e sui contribuenti più benestanti richiede l'approvazione del parlamento statale e del governatore. Ma la Hochul, una democratica che si candida per la rielezione quest'anno, si è opposta a queste misure annunciando che lo stato avrebbe indirizzato 1,5 miliardi di dollari a New York City nei prossimi due anni per affrontare la crisi di liquidità. L'aumento delle tasse sulla proprietà immobiliari interesserebbe oltre 3 milioni di unità residenziali e oltre 100.000 edifici commerciali, ha spiegato l'ufficio del sindaco.
