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Capodanno 2026: il giro del mondo tra fuochi e feste. Curiosità e riti da ogni angolo del pianeta

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Foto: Lapresse

Pina Sereni
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Anche il 2026 è entrato nel mondo "a onde", seguendo i fusi orari: dalle Line Islands di Kiribati, con Kiritimati (Christmas Island) tra i primi a brindare, fino ai lembi di terra più "indietro" del pianeta come Baker e Howland. In mezzo, una maratona di circa 26 ore in cui le stesse scene, conto alla rovescia, concerti, fuochi e luci, hanno cambiato lingua e skyline passando di costa in costa. A Sydney la festa sul porto ha avuto una cornice più tesa: spettacolo pirotecnico con 40 mila effetti, folla stretta attorno all'Opera House e all'Harbour Bridge e sicurezza rafforzata. Prima del via, un minuto di silenzio e una menorah proiettata sul ponte in tributo alle vittime dell'attacco all'evento ebraico sulla spiaggia di Bondi. A Seul il tono è stato diverso: migliaia di persone hanno seguito la cerimonia della campana di Bosingak e i suoi 33 rintocchi, un rito urbano più forte di ogni scenografia, tra folla in piazza e brindisi "di strada". In Cina, come ogni anno, tamburi e performance dal vivo hanno acceso siti simbolici come la Grande Muraglia mentre a Hong Kong lo spettacolo pirotecnico su Victoria Harbour è rimasto spento: stop ai fuochi dopo l'incendio di novembre in un complesso residenziale, che ha causato oltre 100 morti, sostituiti da uno spettacolo di luci a tema e musica nel centro città. In Giappone, la notte di Omisoka ha portato nei templi il rito del 'Joya no Kane', le campane suonate 108 volte per "lasciare" l'anno vecchio e ripulire simbolicamente le inquietudini. Poi le prime visite ai santuari e le città che sono ripartite a passo più lento, tra file ordinate e luci soffuse. A Dubai, invece, il Capodanno è rimasto un esercizio di estetica e regia: grattacieli, maxi-schermi, coreografie sull'acqua e un centro che si trasforma in una grande arena, con la folla incanalata e gestita come durante un evento sportivo.

In Europa sono tornate le cartoline classiche. A Londra i fuochi sul Tamigi hanno avuto il London Eye come perno visivo, con la città raccolta lungo i ponti e sui lungofiume. A Parigi la notte ha riportato la folla sugli Champs-Élysées, con proiezioni e fuochi nell'area dell'Arco di Trionfo. A Edimburgo ha tenuto banco l'Hogmanay, il Capodanno scozzese trasformato in festival di strada: musica, cortei, "Auld Lang Syne" cantata in coro e il first-footing, l'idea del primo ospite in casa, dopo mezzanotte, come augurio per un anno felice. Nel capitolo "varianti", Atene ha scelto fuochi a basso impatto sonoro per una festa più inclusiva, soprattutto per bambini e persone sensibili al rumore. In Croazia, a Fuine, il Capodanno si è fatto addirittura in anticipo: conto alla rovescia a mezzogiorno del 31 dicembre, musica e brindisi in piena luce, format pensato per famiglie e bambini, con qualche tuffo "polare" nel lago come contorno. Quando in Europa era già mattina, l'Atlantico ha preso il testimone. A Rio de Janeiro Copacabana è tornata a essere una città nella città: maxi palco sul lungomare, concerti gratuiti e fuochi sul mare per una notte attesa da circa 2,5 milioni di persone. In cartellone, tra gli altri, Gilberto Gil, e un mix di pop e samba fino all'alba, con l'immancabile folla vestita di bianco per la tradizione legata a Iemanjá.

In Africa, Città del Capo ha fatto leva sullo scenario naturale: fuochi a mezzanotte sul Waterfront e musica dal vivo lungo il porto, con Table Mountain sullo sfondo e la festa distribuita tra piazze, locali e banchine. Negli Stati Uniti, la chiusura del "giro del mondo" è passata dalla ritualità televisiva di Times Square: freddo, controlli serrati e il countdown più fotografato dell'anno, mentre molte altre città hanno scelto format ibridi tra concerti e spettacoli di luci. Più a sud, l'Argentina ha salutato l'anno nuovo con il suo mix di tavolate di famiglia e città vive fino a tardi: a Buenos Aires la notte resta un grande rito collettivo, con feste diffuse e l'ombra lunga del 2026 sportivo già nella conversazione pubblica, tra aspettative e nervi sull'economia. Sulla coda del mondo, la linea del cambio data conta meno: tra gli ultimi luoghi abitati a entrare nel 2026 ci sono American Samoa e Niue ma, in fondo alla lista, ancora più tardi arrivano Baker e Howland, senza residenti, dove l'arrivo del nuovo anno è soprattutto silenzio, vento e mare.

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