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Gaza, Hamas pronta al passo indietro sul governo della Striscia. Il segnale a Trump

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Hamas è disposta a lasciare il governo di Gaza e a negoziare con gli Stati Uniti una soluzione per il martoriato territorio palestinese. Lo ha dichiarato ad Al Arabiya un membro dell’ufficio politico del movimento islamista, Moussa Abu Marzouk, che ha affermato di ritenere Donald Trump «un presidente serio» alla luce dell’accordo di cessate il fuoco con Israele che il suo inviato per il Medio Oriente, Steve Witkoff, ha aiutato a chiudere. 

 

 

Hamas, ha spiegato Marzouk, è conscia che una nuova autorità che guidi la Striscia di Gaza avrebbe bisogno di appoggio sia regionale che internazionale e dovrebbe essere sostenuta inoltre dal presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen. Il mese scorso Hamas e il partito di Abu Mazen, Al Fatah, avevano trovato un’intesa sulla creazione di un comitato di dieci-quindici figure che amministri Gaza con il consenso di entrambe le fazioni. Il piano, anticipato dai media, difficilmente sarebbe però accettato da Israele, che non vuole Hamas coinvolta nella futura gestione del territorio palestinese e non ritiene gli attuali vertici dell’Anp in grado di svolgere il compito. Marzouk ha replicato che Hamas è aperta «al dialogo con tutte le parti eccetto Israele». Al netto delle parole di apprezzamento, il funzionario islamista ha criticato Trump per la proposta di deportare in Egitto e Giordania l’intera popolazione della Striscia: «Nessun palestinese o arabo accetterà l’idea di sfollamento di Trump, non riuscirà».

 

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