
Gaza, dal governo di Israele il via libera alla tregua: domani i primi ostaggi liberi

Dopo l’ok del gabinetto di sicurezza israeliano, è arrivato anche quello del governo. Al termine di una lunga seduta durata oltre sette ore, il governo israeliano ha votato a favore dell’accordo per il cessate a fuoco a Gaza e la liberazione degli ostaggi. Secondo i media locali, 24 ministri si sono espressi a favore, 8 invece i contrari. Opposizione era stata fatta anche dagli esponenti dell’estrema destra ultraortodossa, Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich. Il cessate il fuoco, annunciato dai mediatori a Doha, è attualmente programmato per entrare in vigore domenica alle 12.15 con i primi ostaggi liberi alle 16. Dovrebbero essere 3 civili, probabilmente donne, il cui nome sarà rivelato da Hamas nella giornata di sabato, 24 ore prima il loro rilascio. In cambio, Israele ha reso note le identità dei primi 95 detenuti palestinesi che potrebbero lasciare le celle israeliane. Si tratta di 25 uomini, tutti di età inferiore ai 21 anni, e di 70 donne. I più giovani hanno 16 anni. Sono in carcere con le accuse di incitamento, vandalismo, attività terroristiche, tentato omicidio o lancio di pietre o molotov. Una dei nomi più noti che compare nella lista è quello di Khalida Jarrar, membro di spicco del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, che negli ultimi anni è entrata e uscita dalle prigioni israeliane.

La lista completa degli ostaggi liberati nella prima fase. Ci sono anche i piccoli Bibas
Il Servizio carcerario dello Stato ebraico ha affermato che effettuerà il trasporto dei prigionieri al posto del Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr), che ne era stato responsabile durante le precedenti brevi tregue, per evitare «manifestazioni pubbliche di gioia». In totale, nella prima fase del piano di cessate il fuoco, saranno scarcerati oltre 1700 detenuti palestinesi in cambio di 33 ostaggi. I media riportano che il numero include circa 300 ergastolani, 1000 arrestati a Gaza dall’inizio della guerra e 47 che sono stati riarrestati dopo essere stati inizialmente scarcerati in seguito all’accordo nel 2011 per la liberazione del caporale israeliano Gilad Shalit. Secondo la Cnn, oltre ai 33 ostaggi israeliani Hamas dovrebbe liberare anche i prigionieri stranieri. Ma anche se la fase uno dovesse realizzarsi senza intoppi non è detto che la tregua tenga. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha infatti avvertito che l’esercito tornerà a combattere con il supporto degli Stati Uniti, nel caso dovesse fallire la fase due che prevede il rilascio di tutti gli ostaggi e il ritiro completo dell’Idf. Intanto l’Autorità nazionale Palestinese si è fatta avanti e si è detta pronta a assumersi «la piena responsabilità della Striscia di Gaza» una volta entrato in vigore il cessate il fuoco.
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