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Israele, traballa l'appoggio dell'Occidente. Critiche di Usa e Francia su Gaza

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Israele rischia di perdere l’appoggio occidentale? Nelle ultime ore sono da registrare pesanti frizioni sulla gestione della guerra in Medio Oriente. Gli Stati Uniti hanno infatti chiesto delucidazioni in merito alle dichiarazioni del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, secondo il quale Israele manterrà la responsabilità della sicurezza a Gaza per un periodo indefinito dopo il conflitto. Ieri sera Netanyahu ha dichiarato di opporsi al ritorno dell’Autorità Nazionale Palestinese a Gaza una volta finita la guerra con Hamas, ritorno che è invece un obiettivo di Washington. 

 

 

L’altro affondo è stato quello del presidente francese Emmanuel Macron in una intervista alla Bbc, nella quale ha chiesto a Israele di fermarsi: «Non c’è alcuna giustificazione per i continui bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza e per l’uccisione di donne e bambini. Pur riconoscendo il diritto di Israele a proteggersi, lo esortiamo a fermare questi bombardamenti a Gaza. Ribadisco la ferma condanna delle azioni terroristiche di Hamas. Ma ora servirebbe un cessate il fuoco che beneficerebbe entrambe le parti. Non c’è altra soluzione - ha sottolineato Macron - che una pausa umanitaria come primo passo, seguita da un cessate il fuoco che ci permetterà di proteggere tutti i civili che non hanno nulla a che fare con i terroristi. Di fatto, oggi, i civili vengono bombardati. Questi bambini, queste donne, questi anziani vengono bombardati e uccisi. Quindi non c’è alcuna ragione per questo e nessuna legittimità. Per cui esortiamo Israele a fermarsi». Parole che hanno mandato su tutte le furie Netanyahu, che deve far fronte pure alle proteste interne delle famiglie degli ostaggi in mano ad Hamas.

 

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