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“Prigozhin è vivo, ecco dov'è”. La teoria del politologo e il ritorno in caso di morte di Putin

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Yevgeny Prigozhin è vivo e vegeto. Almeno secondo il politologo Valery Solovey che smentisce tutte le ricostruzioni sulla morte del capo e fondatore della Wagner, che sarebbe stato ucciso in un attentato durante un volo su uno dei suoi jet privati. Ma per l’esperto le cose sono andate diversamente: “Prigozhin non è morto ed è in Venezuela. Ho promesso di dire dove si trova Prigozhin. È in Venezuela. Per quanto ne so, si trova su un'isola chiamata Margarita. Si sta godendo la vita in un ottimo resort. Prigozhin fu avvertito del suo assassinio, che il suo aereo sarebbe stato distrutto. A Prigozhin sarebbe stato ordinato di restare nascosto, ma potrebbe essere autorizzato a tornare dopo la morte di Vladimir Putin per guidare una forza di 5.000 mercenari Wagner che saranno armati e pronti all'uso nel caso di una battaglia imminente tra clan in competizione per il potere”.

 

 

Solovey, nell’articolo tradotto da Dagospia, riferisce infatti di un’imminente situazione critica in Russia: “Putin è malato terminale e tutte le attuali apparizioni pubbliche sono opera di due sosia  controllati dai servizi segreti. Putin potrebbe non superare l’autunno. I Wagner dovrebbero essere usati come squadroni della morte, per sbarazzarsi di coloro che cercheranno di resistere a una nuova coalizione al potere legata a Patrushev”. Le sue teorie scateneranno ancora di più le ipotesi di complotte sorte immediatamente dopo l’incidente aereo.

 

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