Guerra in Ucraina, “ok alle bombe a grappolo”. Gli Usa sfidano l'Onu sulle armi a Kiev
Una scelta che può stravolgere la guerra tra Russia e Ucraina. Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, si è detto favorevole alla fornitura di bombe a grappolo a Kiev, armi bandite in oltre 100 Paesi che aderiscono alla convenzione Onu del 2008 che vieta l’uso, lo stoccaggio e il trasferimento di questi ordigni che restano inizialmente inesplosi trasformandosi in una minaccia a lungo termine, con un effetto potenziale simile a quello delle mine.
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Secondo il «New York Times», che cita fonti anonime, il capo della diplomazia Usa in una riunione con i vertici del Consiglio per la sicurezza nazionale, la scorsa settimana ha «raccomandato» la fornitura di queste bombe, pur sottolineando le sue «personali riserve» in merito. Un’altra fonte ha affermato al quotidiano che a questo punto le bombe a grappolo «sono necessarie al 100 per cento» per consentire la controffensiva ucraina. Kiev da tempo fa pressioni per ricevere queste armi controverse, ma Washington ha finora opposto resistenza a causa del loro potenziale in termini di danni indiscriminati ai civili.
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