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Trump-Putin, salta il vertice: "Per l'Ucraina"

Il presidente Usa Donald Trump

Il governo di Kiev vieta l'ingresso agli uomini russi

Silvia Sfregola
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Il summit del G20 in Argentina si apre sotto tensione: a pesare sulle riunioni dei leader ci sono tante questioni bollenti aperte, dall'omicidio del giornalista saudita Jamal Kashoggi alla guerra commerciale tra Usa e Cina, dal riscaldamento globale alla crisi in Ucraina. Quest'ultima si manifesta sulla tesa compresenza a Buenos Aires dei presidenti americano e russo, Donald Trump e Vladimir Putin. All'origine c'è il sequestro di tre navi di Kiev da parte di Mosca nelle acque dello stretto di Kerch, e dei 24 marinai ucraini catturati e incarcerati. Trump ha preso tutti in contropiede giovedì, quando mentre era in volo verso Buenos Aires ha annullato il previsto bilaterale con Putin. La Casa Bianca ha attribuito la decisione alla tensione in Crimea, ma è stata costretta anche a far riferimento all'altro tema scottante: le nuove rivelazioni nell'inchiesta sul Russiagate, che indaga sull'ingerenza russa nella campagna presidenziale americana e che si stringe sempre più attorno al magnate. Per la portavoce di Trump, Sarah Sanders, l'indagine «penalizza» la relazione tra Washington e Mosca e non c'entra con la cancellazione del bilaterale. Nel frattempo l'Ucraina, dopo che già ha approvato l'introduzione della legge marziale nelle regioni di confine, poco prima del summit in Sudamerica ha annunciato il divieto agli uomini russi di età compresa fra 16 e 60 anni di entrare nel Paese. Mosca ha condannato la decisione, dicendo che non imporrà misura reciproca. Per la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, si tratta di una nuova scelta sbagliata della «direzione sconsiderata e folle» della leadership di Kiev, con cui le tensioni sono alte dall'annessione della Crimea nel 2014. I 24 marinai ucraini restano in cella in Russia, trattenuti per due mesi. Ciò nonostante le richieste della comunità internazionale di scarcerarli e abbassare la tensione, arrivate dagli Stati europei, dagli Usa, dalle Nazioni unite e in ultimo, poco prima del G20, dai leader del G7. Questi hanno parlato in un comunicato congiunto di un sequestro «ingiustificato» da parte di Mosca, esprimendo «preoccupazione» e ribadendo che «non riconosceranno mai» l'annessione della Crimea da parte dell'Ucraina. Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk si è detto «certo che a dicembre l'Europa rinnoverà le sanzioni alla Russia», definendo «inaccettabili» le azioni di Mosca. «Una pratica viziosa, il ricorso alle sanzioni unilaterali illegali e alle misure protezioniste», ha tuonato la presidenza russa. Anche la Nato è tornata sul tema: la portavoce Oana Lungescu ha annunciato che la questione sarà discussa al prossimo incontro settimanale dei ministri degli Esteri dell'Alleanza a Bruxelles, dove sarà presente anche l'ucraino, Pavlo Klimkin. Nel frattempo, a Buenos Aires Trump ha evitato Putin, per quanto possibile. Al momento della foto di gruppo di rito, l'americano è passato davanti al russo senza fermarsi. E quando in seguito i giornalisti gli hanno domandato se l'avrebbe salutato, ha risposto soltanto: «Non particolarmente, non so».

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