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G7, Conte con Trump: "Riallacciare con la Russia"

Schiaffo del presidente Usa a Ue e Canada sui dazi

G7, Conte con Trump: "Riallacciare con la Russia"

Muro dell’Ue e gelo della Russia alla proposta del presidente Usa Donald Trump, sostenuta dall’Italia, di reinserire la Russia nel G7 e riportare quindi a 8 il formato del summit dopo l’esclusione decisa a marzo del 2014 in risposta all’annessione della Crimea. "Sono stato il peggior incubo della Russia. Sono sicuro che Putin in questo momento si stia augurando che avesse vinto Hillary Clinton. Tuttavia credo che dovremmo permettere alla Russia di tornare in questo consesso", ha detto Trump prima di partire per il Canada per il vertice tra i Grandi del mondo. Una proposta accolta da Giuseppe Conte. "Sono d’accordo con il Presidente Donald Trump: la Russia dovrebbe rientrare nel G8. È nell’interesse di tutti", ha scritto su Twitter il presidente del Consiglio. Fredda la reazione del Cremlino: la Russia punta non al G8, ma ad altri formati, ha tagliato corto il portavoce Dmitri Peskov. Ferma l'opposizione del presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker e del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. "Dobbiamo salvaguardare i principi dell’Ue, tra i quali il fatto che gli stati europei, come la Russia, debbano rispettare le regole internazionali. Certo, dobbiamo riaprire il dialogo con Mosca, ma in altri modi", ha commentato Juncker. E rispondendo ad una domanda sul sostegno del premier italiano alla proposta di Trump, Tusk si è detto convinto che i paesi europei del G7 avranno la stessa posizione, magari non nei dettagli, ma sulla linea generale". Tusk ha anche espresso la sua "preoccupazione" per il fatto che "l’ordine mondiale basato sulle regole è sfidato sorprendentemente, non dai soliti sospetti, ma dal suo principale architetto e garante: gli Stati Uniti".

La Russia e i suoi rapporti con l’Occidente tornano quindi al centro del dibattito nella giornata del debutto internazionale del nuovo governo italiano. Nel discorso per la fiducia in Senato, Conte, nel "ribadire la convinta appartenenza del nostro Paese all’Alleanza atlantica, con gli Stati Uniti d’America quale alleato privilegiato", aveva annunciato che l’Italia promuoverà una revisione del sistema delle sanzioni, a partire da quelle che rischiano di mortificare la società civile russa«, perchè Mosca »ha consolidato negli ultimi anni il suo ruolo internazionale in varie crisi geopolitiche". Un’apertura che non era piaciuta agli alleati: il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, lasciando aperta la porta del dialogo con Mosca, aveva sottolineato che le sanzioni imposte a seguito della sua politica in Ucraina restano in vigore. Oggi, al suo arrivo a Charlevoix, Conte ha sottolineato che "per quanto riguarda la Russia noi siamo collocati confortevolmente nella Nato. Siamo attenti che le sanzioni non impattino sulla società russa". Ma, alla domanda alla domanda se l’Italia potrà il veto sulle sanzioni, ha spiegato: "L’Italia valuterà le posizioni che emergeranno. Nel confronto con altri partner valuteremo ma c’è apertura al dialogo che non significa stravolgere un percorso iniziato con i trattati di Minsk". Mentre il vicepremier e ministro dello Sviluppo e del Lavoro Luigi Di Maio, intervenendo a "Radio anch’io", ha chiarito: "vedrà Conte nei consessi internazionali sulla necessità di porre il veto italiano sul prosieguo delle sanzioni alla Russia", "ho sempre detto che il nostro Paese deve rimanere nella Nato. Ma le sanzioni alla Russia ci danneggiano soprattutto sul fronte dell’agricoltura. Noi siamo filo italiani e non filo russi".

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