«All right, good night». «Tutto ben, buonanotte». È l’ultima comunicazione radio inviata l’8 marzo scorso all’1.19 dal volo MH 370 prima di scomparire dai radar. La polizia malese ha accertato che la voce è quella del copilota Ab Amid Fariq, 27 anni. Accanto a lui c’è il comandante Ma cosa è accaduto prima? Il quotidiano britannico The Telegraph ha pubblicato ieri in esclusiva gli ultimi 54 minuti di conversazioni terra-bordo-terra tra i piloti e gli uomini-radar malesi. Il primo contatto è alle 00.36. «Atc (air traffic control ndr) qui è l’MH 370. Buon giorno», dicono i piloti che cinque minuti dopo decollano dalla pista 32R dell’aeroporto internazionale di Kuala Lumpur. Alle 00.42, non appena i aria, confermano: «Abbiamo lasciato lo scalo». I controllori di volo gli di raggiungere il punto Igari. «Ricevuto», fanno sapere. Alle 00.46 a torre «passa» il volo all’assistenza del centro radar 132.6. I piloti salutano i nuovi «angeli custodi» che dovranno accompagnarli fino al confine con lo spazio aereo vietnamita. «Stiamo salendo a quota 250», annunciano. I controllori suggeriscono che è meglio «salire a quota 350», cioé 35mila piedi di altitudine. Loro eseguono e confermano alle 00.50. Dieci minuti gli uomini-radar dicono al volo MH 370 di rimanere a quell’altitudine. All’1.19, mentre il B777 della Malaysia Airlines è nei cieli del Golfo di Thailandia, intervengono ancora e gli ordinano di «contattate Ho Chi Minh City 120.9», la postazione che li seguirà sul Vietnam. Ed ecco il copilota Fariq che afferma: «Tutto bene. Buona notte». Poi viene spento il trasponder.
Gli ultimi 54 minuti di conversazione tra piloti e la torre di controllo
«All right, good night». «Tutto ben, buonanotte». È l’ultima comunicazione radio inviata l’8 marzo scorso all’1.19 dal volo MH 370 prima di scomparire dai radar. La polizia malese ha accertato che la...
