Volkswagen, il piano choc di Blume: "Pronti a tagliare 100mila posti di lavoro e quattro fabbriche"
Volkswagen starebbe valutando un piano di ristrutturazione che potrebbe comportare il taglio di fino a 100.000 posti di lavoro a livello mondiale nei prossimi anni, quasi il doppio rispetto all'obiettivo di circa 50.000 esuberi già previsto entro il 2030. Lo riporta il settimanale Manager Magazin, citando fonti interne al gruppo. Secondo l'indiscrezione, l'amministratore delegato Oliver Blume avrebbe presentato al consiglio di amministrazione il piano per il rilancio del gruppo, senza tuttavia indicare un numero definitivo di esuberi. Il progetto prevederebbe inoltre, nel medio termine, la chiusura di quattro stabilimenti: quelli Volkswagen di Hannover, Zwickau ed Emden e l'impianto Audi di Neckarsulm, con la cessazione della produzione al termine del ciclo di vita degli attuali modelli. Sempre secondo il magazine, il gruppo starebbe valutando anche una profonda riorganizzazione societaria, con lo scorporo del marchio Volkswagen e della divisione Componenti in società separate, una soluzione che potrebbe facilitare in futuro eventuali operazioni sul mercato dei capitali. Un portavoce di Volkswagen, riporta Der Spiegel, ha rifiutato di commentare documenti interni riservati, limitandosi a ribadire che il gruppo, come l'intera industria automobilistica, è impegnato in una profonda trasformazione per diventare più efficiente, snello e sfruttare meglio le sinergie tecnologiche. Il consiglio di sorveglianza dovrebbe esaminare il piano il prossimo 9 luglio.
"Non è una novità che in Germania ci troviamo in una situazione economica attualmente molto impegnativa, per non dire difficile. Per questo il governo federale ha fatto della competitività un punto centrale del proprio lavoro". E' quanto ha detto il portavoce del governo tedesco, Sebastian Hille, in conferenza stampa, rispondendo alle domande sulle indiscrezioni in merito ai possibili tagli di Volkswagen. Il cancelliere Friedrich Merz "parla in quasi tutti i suoi interventi della necessità di mantenere o recuperare la competitività dei prezzi della Germania", ha aggiunto il portavoce, sottolineando che l'esecutivo sta lavorando "con tutte le sue forze" a una serie di misure per rafforzare la base economica del Paese, con l'obiettivo di "rendere la Germania competitiva e adatta al futuro". Sul caso Volkswagen, il portavoce ha chiarito che il governo non commenta "informazioni basate su indiscrezioni di stampa", ma ha ribadito un principio generale: "Cerchiamo di evitare ogni chiusura di stabilimenti in Germania, creando condizioni favorevoli per una grande economia industriale. Ma alla fine si tratta di decisioni delle aziende, che devono essere prese secondo criteri economici. Sappiamo che queste decisioni devono essere prese in dialogo con le parti sociali. Questo è il nostro punto di vista". Anche il portavoce del ministero delle Finanze ha confermato il quadro di difficoltà: "le condizioni economiche in Germania e in Europa sono attualmente complesse", ha detto, sottolineando che il governo è impegnato a "migliorare in modo costante le condizioni del sistema produttivo". Tra le misure già adottate ha citato "interventi di alleggerimento a breve termine come il prezzo industriale dell'energia e le compensazioni sui costi elettrici", oltre all'impegno nella politica commerciale europea "per aprire nuovi mercati alle imprese tedesche e ridurre la pressione delle importazioni". Il ministero sta inoltre lavorando alla trasformazione del sistema energetico "per renderlo più efficiente dal punto di vista dei costi", con l'obiettivo di rafforzare la competitività delle imprese nel lungo periodo.
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