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L'ad Castellucci lascia Atlantia con 13 milioni di buonuscita

Filippo Caleri
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L'ad di Atlantia, Giovanni Castellucci, si è dimesso dopo un lungo cda durato oltre quattro ore. Per uscire Castellucci ha trovato un accordo di risoluzione consensuale con un incentivo all'esodo che parte da un cifra di oltre 13 milioni di euro. A questo saranno da aggiungere le competenze di fine rapporto, a fronte della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro (che cesserà con effetto dal 24 settembre 2019), connesso al rapporto di amministrazione (che cesserà con effetto immediato). L'importo è calcolato sulla base del contratto in essere in riferimento ai compensi dovuti all'ing. Castellucci in caso di recesso, come riportato nella Relazione sulla Remunerazione, considerati inoltre i sistemi di incentivazione monetari di cui questi è beneficiario. Il pagamento di tale importo avverrà, subordinatamente all'espletamento di specifici adempimenti connessi al procedimento di conciliazione, in 4 rate di cui la prima contestualmente alla sottoscrizione dell'accordo, la seconda il 2 gennaio 2020, la terza il 2 gennaio 2021 e la quarta il 2 gennaio 2022. La Società si riserva il diritto di non procedere, in tutto o in parte, al pagamento delle rate non corrisposte, nonché il diritto di richiedere la restituzione in tutto o in parte delle rate corrisposte, qualora successivamente alla sottoscrizione dell'accordo dovessero emergere condotte dolose comprovate e accertate, attualmente non note, poste in essere a danno della Società o del Gruppo. A tale incentivo si aggiunge la somma lorda di Euro 30.000, che verrà corrisposta entro 30 giorni dalla sottoscrizione dell'accordo, a fronte della rinuncia da parte dell'ing. Castellucci nei confronti di Atlantia S.p.A. e di ogni altra società del Gruppo a ogni domanda o diritto comunque connessi o occasionati dagli intercorsi rapporti di lavoro e di amministrazione e dalla loro cessazione.

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