Slitta l'intesa per Edison
LeonardoVentura Slitta ancora l'intesa per definire il dossier energetico tra Italia a e Francia che ruota attorno alla definizione degli accordi sul riassetto della società Edison. Ieri il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, e il numero uno di Edf, Henri Proglio hanno avuto una faccia a faccia a Milano sul «dossier Edison» in cui si è deciso di spostare «al 30 ottobre il termine entro il quale si possono definire gli accordi fra Edf e i partner italiani». Il ministro - prosegue la nota - ha accolto favorevolmente la possibilità di Edf a proseguire attivamente l'interlocuzione e la collaborazione sui diversi settori del comparto energetico in Italia e in campo internazionale, anche alla luce della nuova strategia nazionale che il governo sta approntando e che presenterà nella seconda metà di novembre». Insomma per ora resta lo stallo e le buone intenzioni. Lo stesso Romani ha preferito non sbilanciarsi sulla possibile formazione di una cordata italiana per rilevare il 100% di Edipower. «Su questo punto io non parlo» ha detto Romani, anche se ha sottolineato come «in un mese e mezzo», entro il 30 ottobre, data fissata per «definire gli accordi tra Edf e i partners italiani» si aprono «tutte le possibilità per la definizione di questi accordi». E in questa prospettiva un interessamento è arrivato anche dalla romana Acea. Che ha aperto la porta a un possibile investimento nelle centrali di Edipower. «Il ministro dello Sviluppo Romani ha chiamato Cremonesi (presidente Acea ndr) per chiedere se ci sia disponibilità a partecipare ad un investimento in Edison e la risposta è stata affermativa», hanno reso noto fonti della ex municipalizzata romana, precisando che ancora non c'è nulla di concreto sul tavolo. Cremonesi ha poi dichiarato: «Con il ministro c'è stato un giro d'orizzonte sullo stato del settore della produzione elettrica in Italia e sui riflessi della partita Edison sulle utilities nazionali». Riguardo all'ipotesi di un intervento diretto di Acea nel riassetto di Edison, Cremonesi ha detto: «È tutto molto prematuro. Innanzitutto, bisogna vedere cosa decideranno i soci attuali, Edf e A2a. Dopodiché vedremo se ci sono le condizioni per una nostra partecipazione. Noi - ha proseguito - siamo interessati a tutto ciò che avviene nel settore». Il presiedente Acea ha sottolineato come, dopo la separazione da Gdf suez, l'utility romana sia «leggera» nella produzione elettrica. «Oggi come oggi questo è un vantaggio visto che il mercato è lungo. Ma è altrettanto chiaro che, nel medio termine, per una società come la nostra, che opera sul mercato elettrico, l'interesse ad avere una produzione adeguata esiste» ha concluso Cremonesi.
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