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È Draghi il nuovo "guardiano" dell'euro

Mario Draghi

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Ultimo ostacolo superato per Mario Draghi. L'Europa lo ha incoronato ufficialmente come presidente della Banca Centrale Europea. E sarà, secondo le aspettative del presidente della Commissione Barroso e del presidente del Consiglio Ue, Van Rompuy, una guida forte in un momento di estrema debolezza dei mercati. Dopo l'accordo politico già raggiunto in sede di Ecofin. L'investitura ufficiale è arrivata ieri dal vertice europeo dei capi di Stato e di governo dei 27 paesi. Draghi prenderà possesso del trono finora occupato da Jean-Claude Trichet dal primo novembre. L'annuncio della nomina è stato affidato a un messaggio su «Twitter», il social network, dal presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, mentre la riunione dei capi di stato e di governo era ancora in corso. «Profonda soddisfazione» a nome dell'Italia è stata espressa dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. «Siamo certi che Mario Draghi saprà pienamente corrispondere alla fiducia manifestatagli dalle autorità italiane e europee guidando con mano sicura, in una fase difficile, l'istituzione che opera a Francoforte», ha detto il capo dello Stato. «Un grande successo dell'Italia e del governo», ha commentato Berlusconi. Lo sblocco dell'impasse nel quale il dossier della nomina rischiava di impantarsi è stato il passo indietro di Lorenzo Bini Smaghi, attuale componente del board Bce, che aveva puntato i piedi su una possibile uscita anticipata dalla Eurotower per evitare la presenza di due italiani a Francoforte. Bini Smaghi ha ceduto alle pressioni di Van Rompuy, che lo ha chiamato ieri mattina, e sotto la promessa del suo inserimento nella terna dei papabili per la guida della Banca d'Italia. Se il premier non poteva permettersi di tornare in Italia senza l'investitura ufficiale del Consiglio europeo di Bruxelles a Draghi, anche i 27 avrebbero avuto difficoltà a chiudere il Consiglio europeo mostrando un'Europa incapace di prendere decisioni anche di fronte al consenso di tutti i suoi membri. Ora prende il via la corsa alla successione in Banca d'Italia per la quale i candidati più forti restano il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli e il dg dell'istituto centrale Fabrizio Saccomanni. Per il componente del board della Bce Lorenzo Bini Smaghi ci sarebbe l'impegno del governo a trovargli un incarico di prestigio, vista la disponibilità dimostrata a lasciare il suo posto. Berluscon ha annunciato che il consiglio dei ministri della prossima settimana, sentiti il ministro dell'Economia e quello dello Sviluppo, proporrà il nome del successore di Draghi al Capo dello Stato. Berlusconi ha espresso la rosa di tre nomi. Il primo è Bini Smaghi (definito «qualificato») ma appare più probabile che per il banchiere centrale fiorentino l'esecutivo pensi a un differente ruolo di prestigio. Diverse le caselle possibili, condizionate anche dalla scelta che verrà fatta per il governatore: quindi la direzione generale del Tesoro, quella della Banca d'Italia o la presidenza dell'Antitrust vengono indicate come le più probabili. La procedura prevede che la nomina è disposta con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri e sentito il parere del Consiglio superiore della Banca d'Italia. Questo terrà il 28 una riunione ordinaria e quindi sembra probabile che darà il suo parere dopo quello del Cdm. In corsa resta anche Grilli anche se considerato troppo vicino al ministro Tremonti e sembra raccogliere meno consensi di Saccomanni per il quale propende la struttura interna e, secondo alcune interpretazioni, lo stesso Draghi.

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