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Banca del Mezzogiorno fa un passo avanti

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.In grado di finanziare infrastrutture e iniziative private nel Sud Italia. Le Poste e Iccrea Holding, al cui capitale partecipa il sistema delle Banche di Credito Cooperativo, hanno fatto ieri un primo passo formale per l'acquisto del Mediocredito centrale da Unicredit. Ed è già partita la due diligence (l'analisi dei conti per stabilire un prezzo) che durerà qualche settimana con la consulenza di Kpmg e Price Waterhouse. L'acquisizione del Mediocredito che ha già al suo interno le conoscenze per le gestione di fondi rotativi destinati alle imprese consentirà di costruire la spina dorsale del nuovo istituto. L'annuncio che la «manifestazione di interesse» era arrivata da Poste e Iccrea Holding è stata dato da Unicredit prima dell'apertura delle contrattazioni borsistiche. La conferma dai futuri acquirenti è arrivata poco dopo. «Tale attività di ricognizione - hanno spiegato Poste e Iccrea - rientra nelle ipotesi di operazioni straordinarie in fase di valutazione connesse al progetto della Banca del Mezzogiorno, il cui comitato promotore sta proseguendo i lavori per la costituzione e il lancio di una banca di secondo livello a supporto dello sviluppo del Meridione d'Italia, secondo quanto previsto dalla legge Finanziaria 2010». Il piano che sembra delinearsi renderà subito operativa l'istituto potrà usufruire degli sportelli delle Poste e delle Banche di Credito Cooperativo per lavorare sul territorio, in modo capillare. Avendo un unico ma impegnativa missione: riempire i vuoti dell'attuale sistema bancario per dare un sostegno alle imprese che investono al Sud in un contesto molto difficile. Il piano di Tremonti avrebbe anche un obiettivo più grande. L'acquisizione del 35% di Poste dalla Cassa depositi e prestiti da parte del Tesoro (già pianificata) darà liquidità all'istituto guidato da Gorno Tempini che si aggiungerebbe a quella ottenuta con la raccolta postale. La rete costruita sul territorio dall'istituto delle Poste e delle Banche di Credito Cooperativo potrebbero rappresentare una piattaforma logistico-finanziaria per attrarre investitori istituzionali sulle grandi infrastrutture del Sud. Come i grandi fondi sovrani del pianeta carichi di liquidità ma in cerca di certezza sui ritorni degli investimenti. La loro interfaccia al Sud potrebbe essere proprio la Cdp assumerebbe così le sembianze di un fondo sovrano italiano.

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