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Valerio Maccari Per uscire dalla crisi servono regole e responsabilità.

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Èquesto messaggio lanciato dagli imprenditori under 40 dell'edilizia, riuniti ieri presso il Grand Hotel Parco dei Principi di Roma in occasione dell'XI Convegno Nazionale dei giovani dell'Associazione Nazionale Costruttori Edili. Un consesso intitolato, non a caso, «Responsabilmente», e al quale hanno partecipato anche il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa e la presidente del gruppo Pd al Senato Anna Finocchiaro. «Lavorare responsabilmente - ha spiegato il presidente dei Giovani Ance Alfredo Letizia - significa che tutti, pubblici o privati, devono tornare a rispettare gli impegni. Ognuno giocando il proprio ruolo, ma rimettendo al centro il bene comune». Per superare l'impasse attuale, quindi, gli imprenditori devono tornare a fare imprenditoria; ma anche amministrazioni e politica devono dare una mano anche se, come ha sottolineato Cesa, «la politica sta attraversando una crisi di sistema molto forte, e non riesce più a dare risposte». Per i giovani dell'Ance, però, sarebbe sufficiente un impegno a investire di nuovo in infrastrutture e opere pubbliche e a pagare i conti entro 30 giorni, «senza aspettare di essere costretti dalla Direttiva europea contro i ritardati pagamenti, che noi attendiamo con entusiasmo». «Lo Stato e le Amministrazioni Pubbliche - ha sottolineato Francesca De Sanctis, vicepresidente dei giovani Ance - sono tra i peggiori pagatori del mercato. E, come se non bastasse, siamo l'unica nazione al mondo ad aver ridotto gli investimenti nelle infrastrutture, la misura anticiclica contro le crisi economiche per eccellenza». Quello che chiedono i giovani dell'Ance, ha aggiunto la De Sanctis, «è un maggior rispetto della politica verso gli imprenditori: non solo nei pagamenti, ma anche aggiornando i prezzari e aiutando le Pmi a crescere, senza massacrarle affidando tutto ai general contractors».

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