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Roma batte Milano e stacca Firenze Si investe di più ma c'è il rebus debito

I cantieri della metro C in via La Spezia

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I numeri parlano chiaro: Roma batte Firenze e stacca Milano e Torino per quanto riguarda gli investimenti locali. E non è finita: la Capitale è anche ai primi posti di un'altra classifica: quella che riguarda le entrate ovvero la capacità di generare introiti propri diversi dai trasferimenti statali o regionali, dai prestiti e dalle alienazioni una tantum. Medaglia d'oro che spetta a Venezia (svetta in testa alla classifica delle entrate grazie al contributo positivo sui bilanci che arriva dal casinò e dai tributi speciali) e Siena, risultati essere i comuni capoluogo più «ricchi» d'Italia, ma dove anche Roma si difende bene. Una posizione che però merita un discorso a parte dato che per ripianare il mega debito spuntato due anni fa, i bilanci del Campidoglio sono stati divisi in due: la gestione ordinaria, che compare nei certificati consuntivi, e quella commissariale, che dovrà impegnarsi per superare il passivo.   Un dato che se analizzato spiega anche la classifica relativa la debito delle città. Un'ulteriore graduatoria che emerge dai consuntivi 2008 del ministero dell'Interno e riportata dal Sole 24 Ore nella quale la Capitale si è attestata al 95esimo posto (su 109) tra i comuni più indebitati. Primi posti che, in questo caso, spettano a Torino e Milano. Su Torino, dove il debito risulta pari a 3.450 euro per abitante, pesa l'effetto Olimpiadi; a seguirla è Milano che presenta un debito a cittadino di 2.938 euro. La meno indebitata risulta essere invece Caltanissetta con solo 42 euro a testa. Per quanto riguarda gli investimenti si apre tutto un altro capitolo. Infatti se Palermo si presenta come la città dove, in assoluto si investe meno, con una spesa pari a 26 euro a cittadino, accompagnata da altre città siciliane (Catania 62 euro, Caltanissetta 64 euro, Enna 72 euro, Messina 76 euro), Roma, invece, vanta investimenti pari a 746 euro pro capite. Dati che le valgono il quinto posto in una graduatoria che vede al primo e secondo posto Tortolì e Trento (rispettivamente 1.039 euro e 997 euro) e al terzo parimerito Ravenna e Villacidro nel Medio Campidano con 824 euro.   Se si analizzano infine le medie di tutti i valori emerge che, per quanto riguarda, ad esempio le entrate tributarie pro capite nei comuni capoluogo italiani, la media risulta di 395 euro; il conto sale a 792 euro medi aggiungendo le entrate extratributarie, cioè da tariffe e servizi. Quanto ai passivi, invece, l'indebitamento medio per abitante è pari in media a 1.207 euro. Mentre il valore delle spese correnti medie è pari a 1.060 euro, con quelle per investimenti: in media 398 euro, con quasi tutto il sud al di sotto della cifra.  

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