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Statali, buste paga più pesanti di 80 euro

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Via libera dal Consiglio dei ministri agli aumenti. Al traguardo anche il parastato

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Ieri è arrivata anche la firma del contratto dell'università, ma ancora una volta senza la Cgil, che già non aveva siglato le altre intese nel pubblico impiego dopo il no al protocollo del 30 ottobre scorso. Il governo a questo punto non dovrà applicare la nuova norma prevista dalla Finanziaria 2009 che prevede in caso di mancata sottoscrizione dei contratti collettivi la possibilità per le amministrazioni di erogare le somme stanziate in finanziaria a titolo di anticipo. Anche per il settore del parastato molto probabilmente la tornata contrattuale si chiuderà nei prossimi giorni. Il contratto degli enti pubblici non economici è stato già firmato. Per quanto riguarda, invece, i comparti afferenti al settore delle autonomie (regioni e enti locali e sanità) sono in corso presso l'Aran le trattative per il comparto della sanità mentre per i dipendenti delle regioni ed enti locali si stanno attendendo dal comitato di settore le modifiche all'atto di indirizzo richieste dal ministero dell'Economia. Il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, parla di «grande successo» e indica la prossima tappa, ovvero portare avanti la riforma del modello contrattuale anche nel pubblico impiego con l'obiettivo di far durare la tornata contrattuale non più di sei mesi. Per il ministro «non è possibile che ci siano per il pubblico impiego più di venti contratti collettivi nazionali di lavoro e che molti di questi rappresentino poche migliaia di dipendenti. La conseguenza di queste norme è che la tornata contrattuale dura anche più di quattro anni e in pratica è senza soluzione di continuità». Ma per la Cgil quello di ieri è un successo a metà. Il segretario generale della Fp-Cgil, Carlo Podda, denuncia che i dipendenti pubblici a gennaio non avranno nessun aumento. Il sindacalista critica anche il fatto che si dia per scontata l'approvazione dei contratti da parte della Corte dei Conti entro mercoledì. E questo per due ragioni: la prima è che «solitamente la Corte impiega due settimane lavorative per effettuare una simile operazione»; la seconda «perchè a comunicarlo è una nota ufficiale del Consiglio dei Ministri, e non la corte stessa». Non la pensa così la Cisl-Fp. Il segretario generale Giovanni Faverin sottolinea che «in virtù degli accordi con il governo il taglio dei 720 milioni di euro inizialmente deciso dal decreto 112/2008 non ci sarà come diminuzione già da gennaio nelle buste paga dei lavoratori dei ministeri e delle agenzie fiscali».

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