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Bocciate le tasse sul lusso di Soru

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Discorso diverso per barche, aeromobili e imposta di soggiorno che non si salvano dalle stangate di Soru. La Corte, si legge in una nota, ha dichiarato non fondate le questioni di illegittimità costituzionale riguardanti l'imposta di soggiorno e l'imposta regionale sullo scalo turistico degli aeromobili e delle unità da diporto. Le motivazioni della sentenza saranno depositate nei prossimi giorni. «La pronuncia di non fondatezza - sottolinea la Consulta - non riguarda né l'ipotesi di scalo effettuato da unità di diporto esercitate a fini di lucro né le ipotesi di scalo effettuato da aeromobili che svolgono operazioni di aviazione generale di affari», ossia operazioni di trasporto di persone compiute senza remunerazione per motivi attinenti all'attività di impresa. Per questi ultimi casi i giudici della Consulta rinviano alla Corte di Giustizia europea, facendo ricorso, per la prima volta, a quanto previsto dall'articolo 234 del Trattato della Comunità. A sollevare dubbi di legittimità sulle tasse volute dalla Regione Sardegna era stato il governo guidato da Romano Prodi. Uno scontro fraticida (Soru è autorevole esponente del Centrosinistra) che ha visto protagonista il ministero dell'Economia. Da via XX settembre più volte è arrivato il monito contro l'introduzione dei nuovi tributi regionali che non apparivano «in sintonia con le previsioni costituzionali». Non solo. Il dicastero guidato da Tommaso Padoa Schioppa aveva sottolineato che «in assenza di un intervento-quadro statale, la Regione Sardegna, non avendo una competenza esclusiva e piena in materia tributaria, non ha la facoltà di istituire nuovi tributi». La Consulta ha accolto parte di queste richieste. Il settore turistico della Sardegna ringrazia.

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