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Caso Coppola, entrano in gioco le banche

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L'Intermobiliare di Torino respinge le accuse di coinvolgimento nel crac dell'imprenditore romano

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Dietro le fortune create in gran fretta, infatti, si cominciano a profilare le chiamate in causa per chi le stesse fortune a contribuito a creare. È il caso ad esempio della Banca Intermobiliare, l'istituto di credito torinese presieduto da Franca Bruna Segre, e di cui Coppola è azionista con una quota del 2%. La banca sarebbe al centro dell'attenzione della Guardia di Finanza per la possibilità di essere un possibile snodo delle operazioni immobiliari compiute dalla lussemburghese Tikal plaza sugli immobili ex Enel. E dunque di far parte di quel disegno illegale che han fatto scattare le manette per l'immobiliarista. Solo ipotesi che ieri hanno visto partire immediatamente la secca risposta di Franca Bruna Segre, presidente della Banca Intermobiliare, e del figlio Massimo, commercialista dell'omonimo studio torinese e indagato nell'inchiesta della procura di Torino sull'immobiliarista romano perché componente del cda della società Ipi. I due Segre in una nota si sono detti «estranei e parte lesa». «In relazione alle notizie apparse sugli organi di stampa in merito ai rapporti dello Studio Segre con il signor Danilo Coppola - ha affermato una nota - teniamo a precisare di essere del tutto estranei a vicende di cui, al contrario, risultiamo essere unicamente vittime». «È del tutto evidente, infatti, se saranno accertate le ipotesi di accusa riportate dalla stampa che lo Studio Segre è stato tratto in inganno ed è parte lesa in relazione a quanto contestato dalla magistratura». Proprio per questo, fin d'ora, Franca Bruna Segre e Massimo Segre «hanno dato mandato agli avvocati Giuliano Pisapia e Cesare Zaccone di assisterli per la tutela del loro onore e della loro professionalità in tute le sedi giudiziarie competenti». Una risposta netta e tranchant che riduce a zero tutte le ipotesi di coinvolgimento. Ma che consente di continuare ugualmente a pensare, più in generale, al ruolo che le banche rivestono nelle grandi operazioni immobiliari e alla legerezza con cui i direttori fidi degli istituti di credito autorizzano operazioni da milioni di euro senza avviare controlli accurati su chi riceve i fondi e soprattutto su come vengano utilizzati. Nel caso della Bim l'esposizione complessiva verso Coppola è pari a 117,6 milioni, garantita da pegno su titoli quotati per 215,9 milioni - di cui 41,6 milioni oggetto di sequestro penale preventivo - e da ipoteca di primo grado su due immobili per 34,5 milioni. Non solo. Nel caso della Banca Intermobiliare i possibili riflessi del caso potrebbero lambire anche Carlo De Benedetti. La banca controllata dalla finanziaria Cofito ha nella compagine azionaria anche (col 4%) l'Ingegnere che un anno fa è uscito dal cda [email protected]

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