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Mps, nuovo no alle nozze romane

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A tarpare le ali alla speculazione borsistica, che nei giorni scorsi, aveva scommesso su un possibile fusione tra Roma e Siena è stato ieri il presidente di Mps, Giuseppe Mussari: «Su Capitalia la fondazione ha più volte detto che non è una strada percorribile». Un no secco che arriva alla vigilia della della riunione del Patto di di sindacato che governa via Minghetti e che oggi sarà aperto da una relazione sulle aggregazioni del numero uno della banca capitolina, Cesare Geronzi. All'incontro sarà presente anche l'amministratore delegato, Matteo Arpe. All'ordine del giorno non mancherà poi la lista per il nuovo cda menter il nocciolo duro della banca romana non affronterà invece l'allargamento della quota sindacata, che dovrebbe perciò rimanere al 31% vista anche l'opposizione della banca olandese Abn Amro a modificare il peso degli azionisti forti. Geronzi, che a settembre ha stoppato proprio la banca guidata da Rjkman Groenink che puntava a un'aggregazione tra Capitalia e Antonveneta, ripeterà ai suoi grandi azionisti che la banca romana è aperta a studiare eventuali opzioni ma che, al momento, non ci sono opportunità interessanti o percorribili nel breve termine. Il consulto dei grandi soci dovrebbe prendere in discussione il possibile allargamento dell'intesa dal 31 al 33%,5, con Fonsai e Fininvest intenzionate a crescere. Ma è molto probabile però, riferiscono le fonti, che la questione venga fatta slittare di nuovo, come già accaduto il mese scorso, sia per la contrarietà mostrata da Abn nei confronti dell'operazione sia per gli alti valori raggiunti dal titolo in Borsa che renderebbero particolarmente onerosi eventuali acquisti. Da decidere anche se portare da 20 a 21 la composizione del cda in occasione dell'assemblea convocata per il 4 e il 5 dicembre prossimi. Tutto dipenderà da Toro, osservano le fonti. La compagnia assicurativa finita nell'orbita di Generali deve ancora decidere se tornare a essere rappresentata in consiglio. Nel nuovo cda saranno quattro gli indipendenti tra cui i confermati Paolo Fresco e Paolo Mariotti. In uscita il presidente della regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, mentre la fondazione Manodori ha designato Walter Vezzosi in sua rappresentanza.

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