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SanPaolo-Intesa, primo via libera dell'Ue

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Il commissario McCreevy: «Operazione significativa». Ma i nodi sulle nozze restano

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È «un evento molto significativo sulla scena europea» ha detto sottolineando anche l'«approccio molto positivo» del governatore di Bankitalia, Mario Draghi. Il nuovo aggregato, intanto, sta vivendo un weekend attendista, in vista del comitato di gestione della Compagnia SanPaolo convocato lunedì e nel timore che l'ente primo socio dell'istituto torinese (14%) sia il primo azionista a venire allo scoperto con la richiesta esplicita di un concambio più favorevole agli azionisti piemontesi. La banca torinese, intanto, dovrebbe insediare una task force sull'integrazione che lavorerà con un analogo gruppo di lavoro di Intesa. Non sono solo i mugugni sugli scambi tra azioni a far apparire qualche ombra sull'integrazione. Resta, infatti, irrisolto il potenziale conflitto tra i due fornitori di servizi assicurativi alla superbanca. Un problema di possibile sovrapposizione su cui, però, ieri l'ad del SanPaolo, Alfonso Iozzo, ha dato un segnale significativo. Nel settore, Intesa è alleata di Generali in IntesaVita e Piazza San Carlo è attiva nel comparto tramite Eurizon. Iozzo ha detto sulla possibile convivenza tra le due: «Si vedrà, perchè no?». La task force. Della task force che verrà creata lunedì dal SanPaolo faranno parte, secondo le attese, alcuni top manager della banca: Giovanni Viani, responsabile del retail, Bruno Picca, responsabile del settore Finanza, Pietro Luongo, responsabile della direzione affari generali e legali, Maurizio Montagnese, responsabile del personale, Giorgio Spriano, responsabile della pianificazione, Filippo Vecchio, capo delle comunicazione, Sebastiano Strumia, capo della corporate divisione. Si tratta di una prassi già seguita con fusioni precedenti ed è previsto che il team lavorerà in rapporto stretto con una struttura analoga di Intesa, facendo l'analisi delle funzioni e delle attività per definire sinergie operative e funzioni. La Compagnia di SanPaolo lunedì dovrebbe poi nominare l'advisor (il nome probabile è quello di Rotschild) per valutare una possibile correzione del concambio in termini più favorevoli a Torino. Venerdì anche l'amministratore delegato di Banca Intesa, Corrado Passera, aveva sottolineato come il concambio sia stato proposto da tutti gli advisor e sia «il più corretto». In precedenza era spettato a Iozzo ricordare come il rapporto di scambio previsto dalle linee guida del piano di fusione sia stato approvato dai due consigli all'unanimità. Su Iozzo, tra l'altro, c'è da registrare a Cernobbio un lungo colloquio a quattr'occhi con il numero uno di Bnp Paribas, Baudoin Prot, anche se dai diretti interessati non è giunto alcun commento sul tema della conversazione. Martedì il presidente della Compagnia, Franzo Grande Stevens, incontrerà i vertici delle istituzioni torinesi, il sindaco Sergio Chiamparino, il presidente della Provincia, Antonio Saitta e la presidente della Regione, Mercedes Bresso. Secondo le attese, poi, in settimana ci potrebbe essere un incontro di tutte le fondazioni socie del SanPaolo. In merito alle possibili conseguenze su Carifirenze dell'intesa tra SanPaolo e Intesa è intervenuto intanto il presidente dell'Ente che controlla la banca toscana, Edoardo Speranza, secondo il quale un'Opa è «da escludere da parte di chiunque e le voci in merito sono sola speculazione». Il SanPaolo ha il 19,1% dell'istituto toscano con un'opzione sottoposta ad arbitrato per rilevare l'11% dall'Ente (oggi al 42%).

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