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Finanziaria, resta aperto il nodo delle risorse

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La maggioranza attende indicazioni dal Governo sui fondi del Tfr e sui tagli agli Enti locali

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In compenso questa mattina l'aula della Camera approverà definitivamente il decreto fiscale che costituisce la seconda gamba della manovra 2006 elaborata dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Ieri nel pomeriggio i responsabili economia dei gruppi della Casa delle libertà alla Camera si sono incontrati con il viceministro dell'Economia, Giuseppe Vegas, la relatrice alla Finanziaria, Daniela Santanchè, e il presidente della commissione Bilancio, Gincarlo Giorgetti. L'obiettivo era quello di identificare quei pochi emendamenti politicamente rilevanti per ciascun partito, da far approvare in commissione e poi farli confluire nel maxi-emendamento che il governo presenterà in aula. Tuttavia Vegas, secondo quanto si è appreso, ha riferito che da parte del Governo non ci sono ancora indicazioni precise sull'utilizzo dei 620 milioni del Trattamento di fine rapporto, e che quindi non possono essere prese decisioni su emendamenti che comportano nuove spese. In attesa che si sblocchi la situazione (alcuni deputati parlano di un vertice della Casa delle libertà la prossima settimana) la maggioranza ha deciso di ascoltare in commissione Bilancio alcuni ministri per fare il punto sulle questioni ancora aperte. Il giro di audizioni si svolgerà domani. Il voto sui 4.800 emendamenti presentati, a questo punto, dovrebbe slittare alla prossima settimana. Le richieste degli enti locali. Ieri i rappresentanti di Regioni, comuni, province e comunità montane hanno incontrato a Montecitorio prima i gruppi dell'Unione e poi quelli della Casa delle libertà per ribadire le loro richieste: «ripristino del Fondo sociale sia per il 2005 che per il 2006 - ha spiegato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani - l'innalzamento del Fondo sanitario, con una ridefinizione della quota di accesso; modifica del decreto 56; esclusione dal computo del Patto di stabilità dei Fondi comunitari, le spese per le calamità e per gli interessi sui mutui». L'esclusione dal patto di stabilità interno dei comuni fino a 5.000 abitanti è stata chiesta vicepresidente dell'Anci e sindaco di Ancona, Fabio Sturani, per il quale, inoltre, andrebbero almeno raddoppiate, portandole da 30 a 60 milioni, le risorse per le unioni e le aggregazioni dei comuni. Via libera al decreto fiscale. Questa mattina, intanto, il governo incasserà l'approvazione definitiva del decreto fiscale collegato alla finanziaria: il provvedimento contiene sia le misure della manovra bis per il 2005, per un ammontare di 2,68 miliardi, sia nuove entrate fiscali pari a 4,6 miliardi per il 2006. Se verrà deciso di utilizzare i 620 milioni liberati dallo slittamento della riforma del Trattamento di fine rapporto, contenuti nel decreto fiscale, dovrà essere approvato un emendamento alla Finanziaria che modificherà tale provvedimento.

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