Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Alitalia, finanziamento Usa da 485 milioni

default_image

Cimoli gioca una nuova carta per salvare la compagnia. Il prestito sarà garantito dagli aerei

  • a
  • a
  • a

Per arginare gli effetti negativi del caro greggio, il cui costo calcolato dal business plan è quasi raddoppiato dai precedenti 36 dollari al barile ai 60 dollari, Alitalia ha infatti messo in cantiere una nuova «strategia di copertura sul carburante» che tende ad assicurare livelli di prezzo in linea con quelli iscritti nel piano e che garantisca la copertura di almeno il 50% della spesa prevista. Spesa che, solo nel 2006, dovrebbe comportare un aggravio di 320 milioni sui conti e per la cui copertura sono state identificate, in aggiunta, una serie di azioni tra cui, anche, la possibilità di ipotecare la flotta. Il progetto, illustrato ieri dal presidente ed ad, Giancarlo Cimoli, prevede, in un'ottica di «rafforzamento della struttura finanziaria», una proposta di finanziamento a medio-lungo termine, fino ad un massimo di 485 milioni di dollari, assistito da una garanzia ipotecaria su aerei di proprietà Alitalia. Il prestito dovrebbe avvenire «con un importante istituto finanziario americano», già individuato e con il quale Cimoli sta perfezionando l'accordo. Progetto, questo, che ha fatto infuriare il ministro del Welfare Roberto Maroni. Senza giri di parole il ministro leghista ha detto che l'ipotesi di ipotecare la flotta lo ha lasciato «sinceramente sconcertato» ed ha avvertito Cimoli che domani (oggi, ndr) telefonerà «al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti per chiedere se loro erano al corrente di questi fatti e se non si possa intervenire in qualche modo». «Una società che vende i beni di famiglia mi sembra francamente messa molto male» e questa operazione è di così «straordinario rilievo, che forse un pò più di prudenza e qualche colloquio con il governo, che è stato così generoso con Alitalia in questi anni, sarebbero necessari» ha aggiunto il ministro. Il progetto non manca di sollevare anche le critiche del Sult («Cimoli sta liquidando Alitalia?» si chiede il sindacato autonomo) ma anche l'Ugl, che l'altra notte ha firmato con l'azienda l'accordo che permetterà a Cimoli di iscrivere nel piano risparmi per altri 65 milioni di euro, ha invitato il management a stringere sulle alleanze per evitare la «lenta agonia» della compagnia. Il nuovo piano industriale valuta inoltre in circa 85 milioni di euro l'impatto positivo del decreto - che ancora non è stato pubblicato in gazzetta ufficiale - sui requisiti di sistema per il 2006 e in 50 milioni per ciascuno degli anni successivi. Il progetto conferma poi l'obiettivo di «preservare i livelli di redditività » previsti dal piano di ristrutturazione« per i quali, ricorda la compagnia, sono state identificate una serie di azioni in parte già annunciate a settembre, come l'anticipazione nel corso del 2005 di alcuni interventi di ristrutturazione e progetti di efficientamento.

Dai blog