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E parte la nave Civitavecchia-Tolone

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Vale a dire Italia-Costa Azzurra, la nuova autostrada del mare del gruppo Grimaldi di Napoli che da giovedì collegherà il porto laziale di Civitavecchia a quello francese di Tolone. Un'iniziativa che rafforza i collegamenti marittimi tra l'Italia e i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Con Civitavecchia che così diventa capomaglia delle cosiddette autostrade del mare tese a facilitare i trasporti marittimi ormai alternativi e più vantaggiosi di quelli via terra. Lo sbarco in Costa Azzurra della compagnia partenopea, già attiva da Civitavecchia verso Barcellona, avviene grazie a una joint venture con la società armatrice francese «Louis Dreyfus». E la prima corsa della motonave «Eurostar Valencia» (capace di trasportare merci, camion, auto e passeggeri) partirà dal porto laziale giovedì sera alle ore 21 con arrivo a Tolone-Bregaillon (circa 500 chilometri) l'indomani alle 11,30 dopo tredici ore di navigazione a una velocità di 23 nodi. Per ora il collegamento sarà effettuato tre giorni alla settimana con la prospettiva di diventare giornaliero come già avvenuto per la Civitavecchia-Barcellona. La nuova autostrada del mare è la prima in assoluto che collegherà l'Italia alla Francia e in particolare Roma e il centro Italia alla Costa Azzurra. Con un netto vantaggio per l'ecologia dal momento che verrà sottratto al traffico terrestre un considerevole volume di veicoli pesanti a tutto vantaggio dell'inquinamento atmosferico e del trasporto su gomma. Il porto di Civitavecchia con questa iniziativa italo-francese viene ad assumere un'importanza rilevante nell'area del Mediterraneo, come ha sottolineato Manuel Grimaldi, amministratore unico della società armatrice di Napoli. E la cittadina laziale, come ha spiegato il presidente dell'autorità portuale Moscherini, sta allestendo infrastrutture portuali adeguate al ruolo che il porto sta avendo nell'ambito della politica dei trasporti marittimi e quindi al centro dei collegamenti via mare nell'area del Mediterraneo. Con tutta soddisfazione del gruppo Grimaldi e dello stesso ministro dei Trasporti Lunardi che per primi hanno creduto nella validità delle «autostrade del mare».

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