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Resa dei conti tra le due cordate

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Nella riunione di ieri, i soci del Patto - Bbva, Generali e la Dorint di Dieggo Della Valle - hanno preso atto della situazione, dopo l'aumento della partecipazione di Luca Bonsignore al 4% circa e della comparsa dell'imprenditore italo-argentino Franco Macri con il 3-4%. E il cda di oggi fornirà ai soci forti di Bnl - al di là degli aspetti tecnici da discutere - un'ulteriore occasione per confrontarsi e approntare una tattica in grado di rafforzare il controllo sull'istituto, sempre più sotto attacco da parte della pattuglia di azionisti del contropatto che - se le indiscrezioni verranno confermate - sarebbero ormai saliti a una quota prossima a quella del Patto. Dai piani alti di Bnl nulla è trapelato sugli incontri di ieri: prima il comitato esecutivo, in cui siedono due rappresentanti del Bbva, Aldo Minucci in quota a Generali e il presidente di Bnl Luigi Abete. Poi una consultazione informale del Patto di sindacato svoltasi fra gli spagnoli, che hanno il peso maggiore con il loro 14,9% ed esprimono quattro voti, Generali (8,5% con due voti), Abete e Della Valle (un voto ciascuno), che controlla il 5%. Una quota del 28,3% totale, non sufficiente tuttavia a impedire un possibile colpo di mano nella plancia di comando di Bnl da parte dei soci della cordata guidata da Francesco Gaetano Caltagirone, che dall'attuale 24,2% (con Coppola, Statuto, Ricucci, Grazioli e Lonati) sarebbe già al 28,2% con l'ingresso nel contro-patto della Gefip dei Bonsignore, vicini a Caltagirone. Un ginepraio in cui l'unica certezza, al momento, è il possibile scontro fra le due cordate per il controllo dell'istituto. E la presenza di alcuni soci che, per il momento, preferiscono non prendere chiaramente posizione. Innanzitutto Macri, il cui ruolo - se verrà confermato il suo ingresso nell'azionariato - è ancora tutto da capire. Poi Mps, azionista con il 4,6%, e Banca Popolare di Vicenza, che ha il 3,45%, due istituti che nei mesi scorsi si sono lamentati per essere stati tagliati fuori, da parte del management, dalla gestione della Bnl. Ci sarebbe poi il 2% in capo a Emilio Gnutti, finanziere vicino a molti azionisti della cordata Caltagirone. Una battaglia ancora tutta da decifrare su cui per ora a scommettere è innanzitutto la Borsa, che anche ieri ha continuato a premiare il titolo Bnl con un ulteriore rialzo dello 0,82%.

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