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di LAURA DELLA PASQUA LA LUNGA maratona contrattuale lunedì notte a Palazzo Chigi che ...

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E non solo. La riapertura della trattativa tra i sindacati e l'azienda finalizzata a rivedere il piano di ristrutturazione soprattutto per quanto riguarda i tagli occupazionali, segna di fatto la sconfitta della linea dell'amministratore delegato Francesco Mengozzi. La trattativa a Palazzo Chigi ha portato di nuovo alla luce il contrasto tra il presidente Bonomi e Mengozzi. Bonomi infatti sarebbe stato sin dall'inizio più disponibile a trattare e più aperto all'ipotesi di rivedere il piano sui tagli. Mengozzi invece, come riferiscono alcuni partecipanti all'incontro, si sarebbe subito arroccato nella strenua difesa del piano di ristrutturazione. «Non si tocca, altrimenti rischia di saltare tutto, anche la possibilità di future alleanze» avrebbe detto a chiare note Mengozzi ai sindacati. Ma non è tutto. L'amministratore delegato si sarebbe presentato all'incontro con in tasca già una quasi intesa con un paio di società per esternalizzare alcuni servizi Alitalia, assicurando ai sindacati che con i contratti di outsourcing sarebbero stati assorbiti gran parte degli esuberi. Ma i sindacati hanno subito puntato i piedi e respinto con forza la linea di Mengozzi. Aiutati anche dal governo che aveva tutto l'interesse a chiudere la partita entro la serata e scongiurare così il pericolo di nuovi blocchi del traffico aereo a Capodanno. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Letta ha messo subito sotto pressione l'Alitalia rimproverando ai vertici della compagnia di aver varato un piano di ristrutturazione con forti tagli occupazionali senza un confronto con i sindacati. Ma neppure questo è riuscito ad ammorbidire Mengozzi che fino alla fine ha difeso con i denti la logica della ristrutturazione. Solo dopo un serrato faccia a faccia con Letta, Mengozzi ha fatto dietro front. Insieme a Bonomi porterà nel cda dell'8 gennaio il congelamento del piano degli esuberi fino alla fine del mese. È la sconfitta della linea dura e anche la sconfitta personale di Mengozzi che sul piano di ristrutturazione aveva puntato tutte le sue carte.

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