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MILANO — Crediti inesigibili e sofferenze.

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I principali istituti di credito che il mercato ritiene coinvolti nella crisi del gruppo guidato da Calisto Tanzi hanno zavorrato la Borsa. Il titolo peggiore è stato Capitalia (-7,13%). L'istituto ha iniziato a scendere già venerdì con la notizia del coinvolgimento del presidente Geronzi nel default Cirio. Banca Intesa ha perso il 2,78%, Mps il 2,31%, Sanpaolo ha limitato le perdite lasciando sul terreno lo 0,8%, Bnl ha perso l'1,94%. Resiste invece Unicredit (+0,27%) che il mercato giudica tra i titoli meno esposti. Forte calo anche per Credem (-5,34%) e la banca Popolare di Lodi (-4,18%). Le preoccupazioni del mercato sono alimentate dall'incertezza che grava sull'effettiva entità dell'esposizione di Parmalat nei confronti del sistema. Per il momento Monte Paschi è l'unico istituto ad aver comunicato l'entità del credito, pari a 125 milioni di euro. Nonostante le rassicurazioni dei vertici di Intesa e di Sanpaolo, che poco tempo fa hanno definito «fisiologica» l'esposizione, il mercato attende più precise informazioni. Le ipotesi sono di un'esposizione del sistema bancario per 2-3 miliardi, includendo anche istituti esteri, con Capitalia esposta per 400-550 milioni, Intesa e Sanpaolo per 300-350 milioni ognuna, Bnl per 150 milioni, Popolare Lodi per 126 milioni e il Credem per 100 milioni.

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