Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Alta velocità, Torino-Lione rinviata

default_image

  • a
  • a
  • a

«L'ultima tappa, sarà obbligatoriamente il grande tunnel che costerà caro e che bisognerà forse iniziare a forare a partire del 2015» ha dichiarato infatti il ministro dei trasporti Gilles de Robien a una settimana dal dibattito parlamentare sulle infrastrutture da mettere in cantiere. Il ministro, in un'intervista al quotidiano La Tribune, sottolinea che il «collegamento è oggetto di un accordo internazionale» e che quindi «si farà», dapprima però «utilizzando le linee storiche e i tunnel esistenti». «Via via che il traffico aumenterà, faremo i lavori necessari» ha aggiunto definendo appunto la costruzione del traforo «come l'ultima tappa». Secondo de Robien del resto il progetto, il cui costo è valutato attorno ai 13 miliardi, «non è tecnicamente realizzabile nei limiti di tempo previsto». Per il ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi l'avvio dopo il 2015 è «impossibile anche perchè il 2015 sarebbe la data in cui dovrebbe entrare in esercizio la Torino-Lione». Per il ministro la Torino-Lione è una «priorità assoluta». Questo significa «partire subito e farne una realtà entro il 2012 o al massimo il 2015. Mi auguro a questo punto - ha aggiunto - che i francesi si mettano una mano sul cuore e che contribuiscano con noi a finanziare questa opera, che fa parte del Corridoio 5, che è un corridoio strategico a tutti gli effetti». Il viceministro alle Infrastrutture Ugo Martinat va oltre e avverte: «I francesi non vogliono farla ? Bene, ce la faremo da soli». Nel 2015, osserva il viceministro, «saremmo fuori tempo massimo. Fra un anno esatto l'estensione a Oriente dell' Unione sarà una realtà e l' Italia, senza il Corridoio 5, rischia di essere relegata ai bordi dell'Europa, fuori dal cuore dei traffici». Martinat ha già elaborato una proposta in uno schema di disegno di legge, che prevede la costituzione di una società denominata «Ferrovia Torino Lione Spa», uno strumento flessibile per reperire i fondi necessari, sebbene complementari a quelli comunitari ed agli altri eventuali fondi, sul mercato nazionale ed estero.

Dai blog