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Festival di Sanremo: testi choc, Marcello Foa chiede la testa di Junior Cally

Davide Di Santo
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Dopo le polemiche per Rula Jebreal e Rita Pavone e le accuse di sessismo ad Amadeus il Festival di Sanremo ha forse trovato un punto di rottura. La goccia che fa traboccare il vaso già colmo della Rai potrebbe essere la partecipazione di Junior Cally, alfiere della trap romana con tutti gli eccessi e linguistici e valoriali del genere che spopola tra i ragazzini. Il presidente della Rai, Marcello Foa, è arrivato a parlare di "partecipazione inaccettabile" manifestando "forte irritazione per scelte che vanno nella direzione opposta rispetto a quella auspicata". Per approfondire leggi anche: Junior Cally, ecco il video che fa vergognare i buonisti da Festival La pietra dello scandalo non è la canzone contro Matteo Salvini presentata al Festival. Ma alcuni brani della discografia del rapper, zeppi di insulti alle donne, linguaggio violento e ragazze ammazzate dopo il sesso. "Scelte come quella di Junior Cally sono eticamente inaccettabili per la stragrande maggioranza degli italiani", sentenzia Foa che, nel rivolgersi ad Amadeus, sembra chiedere la rimozione del rapper dalla gara: "Speriamo che il direttore artistico, che gode di stima anche per essere persona moderata e di buon senso, sappia riportare il Festival nella sua giusta dimensione". Tradotto: lo cacci. Mentre esplode la polemica politica con fazioni bipartisan che chiedono la cacciata del rapper con la maschera, lo stesso Junior Cally attraverso una nota del suo staff dice di non capire se la questione "sia di carattere musicale o politica" dal momento che tutti i suoi testi sono disponibili sul web. "Le polemiche" sono infatti "legate a canzoni pubblicate da anni in un età in cui Junior Cally era più giovane e le sue rime erano su temi diversi da quelli di oggi". L'ufficio stampa del rapper si prende anche il lusso di dileggiare Amadeus sostenendo che il 28enne "è contro il sessismo, i passi avanti o indietro, e ovviamente - sembra banale dirlo, ma non lo è - contro la violenza sulle donne". Sarà. 

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