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Così ho capito che era finita. La mamma racconta l'ultimo giorno di Nadia Toffa

Così ho capito che era finita. La mamma racconta l'ultimo giorno di Nadia Toffa

Margherita Toffa ha raccontato l'ultimo giorno di vita della figlia Nadia in un’intervista straziante a Barbara d’Urso, conduttrice di “Domenica Live”: “E’ lei che mi dà la forza di andare avanti. Conosceva la gravità del suo male, ma era pronta a conviverci. Ha sorriso fino all’ultimo”.

Un forte abbraccio è l’accoglienza che la d’Urso riserva a Margherita, mamma forte di una figlia forte: “Non l’ho mai abbandonata, nemmeno per andare a fare la spesa, sono stata con lei tutti i giorni. Per fortuna, nella sfortuna, mi voleva, voleva solo me”. Barbara d’Urso legge lo stralcio del libro in cui Nadia Toffa racconta gli attimi precedenti la scoperta del tumore e Margherita: “Ha lottato con grande coraggio, sapeva perfettamente quello che aveva, ma era lei che mi faceva forza, mi diceva "vedrai che ci posso convivere, vedrai che se è sfuggita una cellulina si risolverà tutto, se si ripresenta posso conviverci tanto il mio cervello funziona benissimo".

Alla prima chemioterapia c’era il fidanzato che l’aspettava con un cappotto verde mela, le disse che sarebbe arrivata a Natale. Lei ha sorriso fino all’ultimo giorno, ha accettato il suo destino, chiedeva Dio di lasciarla qui se riteneva che avesse ancora da fare, altrimenti si diceva dispiaciuta perché mi lasciava. Ripeteva sempre "ti prego mamma, non lasciarmi mai, non potrei resistere, o ce ne andiamo insieme o voglio morire prima di te". La donna, con gli occhi lucidi, trova il coraggio di narrare l’epilogo: “L’ultimo giorno l’ho vista cambiata, era pallida e soporosa e le ho detto "vola tesoro mio", non so come ho fatto e chi mi ha aiutato, ma gliel’ho sussurrato. Lei è qui, è ancora qui con me”.

Barbara d’Urso, grande amica di Nadia Toffa che era solita chiamarla con "TesorA", vuol far chiarezza sulla frase “La malattia è un dono”, “Lei attraverso la malattia ha capito che bisognava accettare il proprio destino, che si deve combattere, vivere e affidarsi ai medici. Aveva capito quanto era importante fare cose e fare del bene”. La d’Urso non lascia scampo ai vigliacchi odiatori del web: “Quei vergognosi e schifosi che si sono accaniti contro di lei non meritano neanche un commento. Anzi è importante ricordare il messaggio che Nadia ha lanciato: curarsi e fidarsi dei medici”.

Margherita è una provata, si capisce che è presente per non vanificare gli insegnamenti di Nadia: “Quando mi alzo la prima persona che saluto è lei, bacio la sua foto e le chiedo "dimmi se faccio le cose giuste", mi alzo piena di energia. Il cane bassotto Totò? L’ha preso per me, ci ricorda lei. Dormivo con Nadia e di notte mi svegliavo e vedevo che scriveva sul cellulare, ha cominciato a gennaio di quest’anno e ha smesso a maggio, ha scritto tante frasi belle e profonde, raccolte in questo libro. Di giorno dipingeva, era piena di energia, sempre piena di idee, era bello vivere con lei. Il suo testamento morale? Ricordati che non conta quanto vivi, ma come vivi. Ho tante cose da fare e voglio farle tutte”. I proventi del libro “Non fate i bravi” andranno alla Fondazione Nadia Toffa per la ricerca oncologica, per la Terra dei fuochi e per i malati dell’Ilva di Taranto.

 

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