Approda nella Capitale dopo aver conquistato mezza Europa uno spettacolo davvero straordinario dal titolo di «Casa dolce casa»: proposto dal gruppo acrobaticodei Karakasa una compagnia dell’Est . Una straordinaria storia che si svolge all’interno di una discarica che nel tempo prende vita e colore. Anche per la stagione 2012/2013 il teatro Vittoria non rinuncia a un appuntamento di impronta circense. Dopo i successi registrati dal clown David Larible con le sue performance tenere ed esilaranti, quest’anno è la volta di «Casa dolce casa». Nello show sono evidenti le suggestioni balcaniche, immagini che ricordano quelle di Emir Kusturica e che sono l’ambientazione per le storie di un gruppo di equilibristi «senza dimora» che usano il corpo come linguaggio. Da Italia, Romania e Russia e da esperienze teatrali, di arte di strada, di circo sociale e di acrobatica ai massimi livelli, un cast poliedrico e multiforme per uno spettacolo fresco e ricco di significati. La storia è quella di uno sgangherato gruppo di homeless, di senza tetto, che, circondati dai frastuoni della metropoli, sopravvivono inventando modi fantasiosi di procurarsi il necessario e talvolta qualcosa che somigli al superfluo. La scena è, invece, quella di una discarica, un cumulo disordinato di oggetti dimenticati e solo all’apparenza inutili, un angolo del mondo per gli scarti della società. Loro sono equilibristi, comici, acrobati, musicisti capaci di incantare, stupire, far sorridere e commuovere un pubblico di tutte le età trasmettendo un’euforia incontenibile e una ritrovata gioia di vivere. «Casa dolce casa» nasce in seno a Circo e dintorni di Alessandro Serena, la più importante società di produzione di circo-teatro italiana, che ha il merito di aver portato alla ribalta questo genere nei maggiori teatri nazionali e internazionali. In tour dall’estate scorsa, lo spettacolo ha visitato Italia, Belgio, Polonia e Ungheria, con tappe importanti come il Meeting di Rimini, l’anfiteatro D’Annunzio di Pescara o il Festival “Zomer van Antwerpen” (oltre 10mila spettatori). Altrettanto intenso e prestigioso il calendario invernale in cui lo spettacolo ha visitato teatri come il Sociale di Bergamo e il Teatro dell’Arte di Milano, segnando il tutto esaurito. La produzione è stata realizzata grazie al sostegno entusiasta della Commissione Europea e presentato al Circo della Pace a Bagnacavallo. L’arte si fonde con la drammaturgia e la scena si riempie di opere ed istallazioni realizzate da Chiarenza, che è anche scenografo e artista, in grado di creare manufatti che rimandano all’estetica dell’arte povera fatti di legno, plastica recuperata, juta e scarti industriali, come bidoni di latta, che rivivono di una luce nuova sulla scena. La potente colonna sonora di Capelli inoltre non accompagna, ma evoca lo spettacolo, costruendone i vari momenti allegri o malinconici. Le discipline circensi, grazie alla guida di Serena, si mescolano poi alla storia. Per raggiungere il cielo si ergono piramidi di corpi, la gioia si festeggia con salti e piroette, mentre bottiglie, topi e palline di neve si trasformano in attrezzi da giocoliere.
«Casa dolce casa» gli acrobati dell’Est a teatro
