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«Sentivo l'urgenza di farmi un'immagine di quel paese e della sua gente.

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Unlibro che rappresenta un nuovo modo di esprimersi: il «Graphic Journalism». «Habana» non è una storia inventata, ma il reportage di un giornalista che, invece di scrivere disegna... Kleist è partito da un Paese, la Germania, che è stato diviso e che molto ha sofferto, per capire un altro Paese tormentato: Cuba. Evidentemente tra chi ha conosciuto la paura ci si intende: Kleist (classe 1970) doveva stare quattro settimane a Cuba, alla fine ci è rimasto quattro mesi e ha «partorito» questo interessantissimo volume, disegnato riesumando un tratto che ricorda il grande Will Eisner. Domani, alle ore 19,30, nel Foyer del Goethe Institut di Roma (via Savoia 15), inaugurazione della mostra delle tavole originali di Reinhard Kleist dalle due graphic novel «Habana» e «Castro». Alle 17 incontro con l'autore. Ingresso libero. Ma Kleist è solo l'avanguardia di una corrente di illustratori tedeschi alla ricerca del «tratto» del Terzo Millennio. Chi vuole sapere tutto, ma proprio tutto, sull'argomento deve trovare il modo di «intercettare» la mostra itinerante ideata dal Goethe Institut: «Comics, Manga & Co», che parte sabato dal Centro Arti Opificio Siri di Terni. Non per niente un grande intellettuale come Andreas Platthaus, nel suo saggio introduttivo al catalogo della mostra, attribuisce il merito di questa rinascita all'unificazione tedesca. Tanti artisti infatti sono nati nell'ex-Est.Antonio Angeli

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