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Per «Shame» alla Mostra del cinema di Venezia, dove era in concorso, fu, a dispetto dell'attesa, scandalo a metà.

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Equesto, nonostante le infinite scene di sesso da parte del tonico protagonista Michael Fassbender che per questo ruolo ha guadagnato la Coppa Volpi. A firma di Steve McQueen - video artista britannico che aveva esordito con «Hunger» (2008) passato a Cannes e poi pluripremiato - «Shame», che sarà nelle sale italiane il 13 gennaio, vietato ai minori di 14 anni, mette in scena un Michael Fassbender sesso-dipendente. L'attore tedesco (classe 1977), diventato famoso prima con «300» di Zack Snyder e poi con «Bastardi senza gloria» di Quentin Tarantino, si aggira nudo nella sua casa, fa una rumorosa pipì, si masturba continuamente in bagno o dovunque gli capiti, assolda prostitute per veloci prestazioni, ed è davvero così ossessionato dal sesso da collegarsi continuamente su siti porno anche mentre lavora in ufficio. Ma la sesso-dipendenza di Brandon è a 360 gradi. Per lui che non si è mai sposato e che sembra non funzionare troppo quando si lega a una donna sentimentalmente, c'è anche la deriva gay. Molto forti le scene di una dark room per soli uomini in cui Brandon, bacia in bocca e si dà da fare con un altro uomo. Tra i protagonisti di questo film la fragile sorella Sally (Carey Mulligan), con cui Brandon ha un rapporto morboso e che è, a sua volta, una depressa sempre pronta al suicidio come a chiedere l'affetto del fratello. Alla fine di questa storia arriva pure la volontà di redenzione da parte di Brandon. Provenienti molto probabilmente da una famiglia irlandese non facile (di cui non si sa nulla) i due hanno un disagio, un ombra del passato che non li molla e che sintetizza molto bene Sally quando dice: «Non siamo brutte persone, ma veniamo da un brutto posto». Il titolo «Shame» (Vergogna), aveva detto McQueen al Lido, era nato per il fatto che «quando abbiamo fatto la preparazione al film e abbiamo consultato alcune persone sesso-dipendenti «vergogna» era la parola che emergeva di piu». Comunque come «Hunger» (2008), con protagonista lo stesso Fassbender nel panni dell'attivista dell'Ira Bobby Sands, morto in carcere dopo 66 giorni di sciopero della fame, anche «Shame» per il regista è un'opera anche politica: «In Hunger parlavo di politica e di Irlanda. In questo c'è ancora la politica ovvero quello che accade oggi, il web e tutto il resto. Lì c'era un uomo prigioniero e qui invece un uomo troppo libero. Uno che può fare tutto. E la troppa libertà di oggi è in fondo la nostra prigione». Tedesco-irlandese, 34 anni, Michael Fassbender è l'attore feticcio di Steve McQueen, il video artista inglese di «Shame». Per il folgorante debutto con «Hunger» (Camera d'or a Cannes) lo ha fatto dimagrire 30 kg e raggiungere quella sofferenza che gli ha permesso di interpretare Bobby Sands, l'attivista morto in prigione nel 1981 durante lo sciopero della fame e martire della causa nordirlandese, per «Shame» - che esce in Italia il 13 gennaio - lo ha messo letteralmente a nudo nell'interpretazione di un sex addict disperatamente incapace di avere relazioni sentimentali, un vero drogato di sesso dilaniato dal senso di colpa. «Essere diretti da lui è terrorizzante e elettrizzante insieme. È un po' come lasciarsi cadere nel vuoto senza rete», ha detto Fassbender che alla Mostra del cinema di Venezia ha vinto la Coppa Volpi per questa prova magistrale per cui sono alte le sue quotazioni per una nomination all'Oscar (oltre a quella già guadagnata per i Golden Globe). E ora i due, dopo i successi di critica, stanno per tornare a lavorare insieme visto che è in pre-produzione il terzo film di McQueen e dunque della coppia artistica: «Twelve Years a slave», le cui riprese sono previste il prossimo anno. Schiavismo, tortura, lotta per la libertà i temi al centro della nuova pellicola, simili del resto ai due precedenti. La storia stavolta, con la firma oltre che dell'artista inglese anche di John Ridley, è, se possibile, ancora più tosta, ambientata nell'America violenta di metà Ottocento. Una storia di riscatto tratta dall'omonimo romanzo autobiografico di Solomon Northup, un afroamericano (nel film lo interpreterà Chiwetel Ejiofor) nato libero nella New York di quell'epoca e finito schiavo per dodici anni nelle piantagioni della Louisiana. Accanto a Fassbender, Brad Pitt che è anche tra i produttori con la sua Plan B, dell'opera. Fassbender, nato a Heidelberg, cresciuto in Irlanda, diplomato attore alla prestigiosa Drama School di Londra, aggiungerà così una nuova interpretazione alla galleria di personaggi straordinari che lo hanno fatto notare, alternando con disinvoltura film action come «300» e «X Men», «Bastardi senza gloria» di Tarantino, a film d'autore come «A Dangerous Method» di David Cronenberg e «Jane Eyre» e fatto diventare tra i più richiesti della sua generazione, già con la fama di perfezionismo alla De Niro, oltre che nella top dei più affascinanti. Dopo il sessuomane Brandon di «Shame», Michael Fassbender è atteso al cinema il 24 febbraio in «Knockout Resa dei Conti (Haywire)», l'action movie di Steven Soderbergh. C. A.

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