Giàlo studioso settecentesco George Steevens affermava come le uniche cose certe sul Bardo (o il Cigno) dell'Avon fossero il suo luogo di nascita e morte e poche altre informazioni. I numerosi dipinti o sculture che raffigurano Shakespeare sono opere posteriori alla sua morte, realizzate da artisti che mai videro il suo vero volto. Shakespeare visse a cavallo fra il XVI e il XVII secolo, mentre avveniva il passaggio dalla società medioevale al mondo moderno. Nel 1558 sul trono del regno salì Elisabetta I d'Inghilterra, inaugurando un periodo di fioritura artistica e culturale che da lei prese il nome. Proprio nel 1558 nacque Edward de Vere (1558 – 1603), poeta inglese, cortigiano dell'Età elisabettiana e conte di Oxford, la cui celebrità è dovuta ad una sua presunta relazione con Elisabetta I e alla leggenda che lo vuole autore delle opere shakespeariane. Di certo, Shakespeare era chiamato da Ben Johnson, «il dolce cigno di Avon» e de Vere possedeva una tenuta, Bilton Hall, costeggiata proprio dal fiume Avon. de Vere non poteva fare teatro, era sconveniente per il suo rango e per questo usò un prestanome. In «Love's labour lost» ci sono allusioni alla visita di Margherita di Valois e Caterina de Medici, nel 1578, a Enrico di Navarra, a Nerac. Persino i nomi dei cortigiani sono gli stessi: come faceva il figlio del mugnaio a sapere tutto ciò? Il regista Roland Emmerich, dopo pellicole catastrofiche come «Independence Day», «Godzilla», «The Day after tomorrow» e «2012», ritorna ora con un film molto diverso dal suo genere, proprio per sostenere l'idea che dietro a Shakespeare ci fosse in realtà de Vere. Nel suo film «Anonymous» afferma quindi che Shakespeare era in raltà un uomo con genitori e figli analfabeti: non c'è alcun libro, documento o testimonianza che si riferisca a lui come scrittore. «Anonymous» è ambientato all'epoca dei disordini dell'Inghilterra elisabettiana e offre una possibile risposta, racontando il periodo in cui complicati intrighi politici, scandalose storie d'amore alla Corte Reale e piani di avidi nobili al potere del trono sono stati portati alla luce nel luogo più inaspettato: il teatro di Londra. In una grandiosa ricostruzione storica, piena di complotti e battaglie, l'autore di «Amleto» sarebbe stato solo un attore cialtrone che metteva la sua firma su opere teatrali, molte delle quali scritte dal conte de Vere, ma sconvenienti per il loro contenuto, tanto da dover celare il suo nome. Il film (dal 18 novembre al cinema) vive su due livelli temporali: gli anni dell'educazione a corte di De Vere (Rhys Ifans), con il suo amore sfortunato, e gli ultimi anni della regina Elisabetta (Vanessa Redgrave), quando Edward cercherà di influenzarne le scelte in ogni modo.
Ecco l'«Anonymus»
che svela il mistero di William Shakespeare Dietro le opere del grande scrittore si celava il conte Edward de Vere