Nicola Bultrini «D'amore non so morire», titolo dell'ultima raccolta di versi di Luca De Risi (Kimerik Ed., 2010), apparentemente ha il sapore provocatorio del disincanto.
«Lapassione non tollera / tempi sospesi, né troppo lunghi rinvii» e i versi si fanno rivendicazione d'amore, canzoniere cifrato, «al cospetto della silente e disumana / moltitudine delle parole». De Risi rivela il bisogno di sentirsi vulnerabile al sentimento per sentirsi vivo in una sorta di dolce afflizione, «ti amo dell'amore che distrugge», «io ti amo al contrario». Perché «sono le cose perdute / che definitive / ci avvincono». Il poeta, nella fragilità delle cose aderisce ad un'assunzione di responsabilità « in attesa la mia vita resta / stamani come sospesa ». Ma contemporaneamente prende consapevolezza del potere sacro e salvifico dell'amore, di cui mai si muore, perché non è necessario, perché d'amore si vive.
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