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Le sirene della tv catturano nomi celebri

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DavideFabbri mostra i pettorali come faceva l'avo mietendo il grano, non ha gradito l'esclusione, ed è passato dagli avvocati. Lui non si scaglia contro la perfida Albione ma contro la Ventura. Chissà cosa avrebbe detto mascellone? Avrebbe compreso che ai nostri tempi il successo passa per il piccolo schermo? Lo ha capito il discendente di casa Savoia, Emanuele Filiberto. Gli italiani impararono a conoscerlo con i suoi interventi a «Quelli che il calcio». Fu grazie alla popolarità ottenuta che il Parlamento prese la decisione di porre fine all'esilio dei Savoia. Poi ci ha preso gusto. Pubblicità per una nota casa di sottaceti. Poi ci sono «Ballando con le stelle», il festival di Sanremo. Più che alla corona, Emanuele Filiberto ormai punta alla conquista dell'auditel. Ci prova anche facendo il naufrago nobile sull'Isola dei famosi. La stessa isola che tra i tanti dimenticati, pur chiamati famosi, ha ospitato un altro cognome nobile del nostro Risorgimento, un Garibaldi, ma si tratta di Walter pronipote dell'eroe dei due mondi. Lui è solo, non ha i mille che lo seguono, non ha i Borboni da combattere. Ma ammira perizomi e tette al vento. Che l'Italia la facciano gli altri. A lui, come tanti altri meno blasonati, basta inseguire una facile, e spesso fugace, popolarità. Forza della tv che tutto può. Anche convincere ad abbandonare brillanti carriere politiche. Come quella che tutti pronosticavano per Irene Pivetti. A 31 anni otteneva la presidenza della Camera. Ma alla fine più che Montecitorio potè il piccolo schermo. Così, seguì le orme della sorella attrice, e anche lei è approdata alla tv. Anzi ne ha girate tante tra programmi di attualità e spettacolo. Ha abbandonato i casti vestiti del politico di professione. Si è sciolta. Quella Pivetti un po' bigotta è un lontano ricordo. Meglio ora? E anche Bersani, il serioso leader del Pd, non ha resistito al fascino della popolarità mediatica. Ecco che lo vediamo imbarazzato e fuori posto a Sanremo. C'è il pubblico e non è ammaestrato, dalla pleata voleva parlare di politica. Lo fischiano. Prevedibile. Non ci riprova più. Così, non lo vedremo mai naufrago all'Isola dei Famosi nonostante le pressioni di Veltroni. Eppure sai che bello spettacolo sarebbe: un discendente del Duce, un Savoia, un pronipote di Garibaldi, un ex presidente della Camera, un segretario politico. Tutti in gara con il televoto. Ma per piacere non tornate. Ci basta già lo spettacolo di Montecitorio.

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