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Ma solo pochi giorni fa Gabriele attaccava i politici

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OraGabriele Lavia ce l'ha fatta! Un impegno creativo a servizio del teatro lungo una vita è stato premiato con una nomina istituzionale di tutto rispetto che sembra privilegiare i valori culturali rispetto alle aderenze politiche. Impegnato in questi giorni al Teatro Nuovo di Verona nell'ambito della lunga tournée nazionale del suo nuovo spettacolo «Il malato immaginario» di Molière, che ha debuttato il 20 ottobre al Morlacchi di Perugia e arriverà all'Argentina di Roma dall'8 al 27 febbraio, l'attore e regista milanese descrive così il suo personaggio e la sua versione del testo: «Argante è strano fin dal suo nome, di cui non si sa bene l'origine. Forse deriva dal greco arké, il più antico, il principio, ma chissà. Chi è? Vive in una stanza di cui è il re, fra il letto e il suo trono: il cesso. Va costantemente a cacare e si purga della bile che ha dentro. È ancora potente e non vecchio: ha una cinquantina d'anni e una moglie, velina o "letteronza" che se lo scopa per i soldi. La malattia di Argante è la sua vita, un mondo puzzolente che somiglia tanto al nostro. Le facce dei politici e i loro nomi ci fanno orrore e ci danno il vomito. Vorrei che al pubblico arrivasse l'amarezza di essere circondati da queste persone mostruose. Persino l'amore puzza di merda!».

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