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Vita povera e senza segreti

Sophia Loren

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La miniserie «La mia casa è piena di specchi» sulla vita reale di Sophia Loren, in onda domenica e lunedì in prima serata su Raiuno, è già stata prenotata dalle tv di Germania, Giappone, Francia e Stati Uniti. Si sta pensando anche ad una versione per il cinema. Gli impegni della Loren per Raifiction sembrano destinati a continuare, sempre con la regia di Vittorio Sindoni che l'ha diretta nel racconto televisivo della sua vita. Nel cast, oltre la Loren nel ruolo della madre Romilda, Margareth Madè interpreta l'attrice da giovane, Enzo De Caro è Riccardo Scicolone, Carlo Ponti è Giovanni Carta. Signora Loren, perché all'inizio era contraria al progetto tv? «Ho riflettuto a lungo prima di accettare. Il libro di mia sorella Maria "La mia casa è piena di specchi" da cui la miniserie è tratta, è molto bello, ma avevo delle perplessità sulla trasposizione televisiva. Poi ho pensato di rendere, con la mia interpretazione, un omaggio a mamma Romilda per quel che ha fatto per noi due, soprattutto durante la guerra quando il cibo scarseggiava e lei ha chiesto persino l'elemosina per darci da mangiare». Cosa la preoccupava in particolare? «Il dubbio di non riuscire a rendere pienamente la personalità di mamma Romilda. Mi sentivo responsabile». Ne ha parlato con sua sorella Maria? «Abbiamo avuto lunghe discussioni. La figura di nostra madre ha avuto valenze e sfaccettature diverse. Mia sorella dice che da piccola la tartassava con i suoi problemi. Per me, invece, era una donna che ha vissuto sperando di trovare un uomo da amare. Riccardo Scicolone, purtroppo, era la persona sbagliata e l'ha resa infelice. Ma lei non l'ha mai dimenticato ed è morta con il sogno di sposarsi in chiesa con l'abito bianco». Quanto ha influito questa divergenza sulla sceneggiatura della miniserie? «Tutto è stato affrontato con rispetto della realtà, senza nessun segreto o edulcorazione televisiva. La vita di mia madre e la mia sono raccontate nei minimi dettagli, anche quelli più imbarazzanti».   Perché questa necessità di verità? «Non bisogna vergognarsi della verità. Mia madre era una donna di grande temperamento, non avrebbe sopportato nessuna divergenza dalla sua vita reale».   Contenta di Margareth Madè che la interpreta da giovane? «Il ruolo era perfetto per lei».   Ha un desiderio inappagato nella sua lunga carriera? «Non aver potuto sposare in chiesa Carlo Ponti». Chi è la Loren nella vita privata? «Una madre ed una nonna soddisfatta, ho due nipoti, Lucia Sophia e Vittorio, per i quali sono solo nonna Sophia».  

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