La Filarmonica e il Mantra di Stockhausen
Alpianoforte la premiata coppia Bruno Canino e Antonio Ballista che già l'avevano eseguita sullo stesso palcoscenico nel lontano 1976 con il compositore tedesco alla regia del suono. La partitura segnò una svolta nell'opera di Stockhausen, registrandone i primi interessi orientaleggianti (il titolo in sanscrito vuol dire liberazione della mente e consiste in una forma rituale di preghiera). Nonostante la sua ripetitività, Mantra ricorre al prediletto pianoforte ma manipolato elettronicamente: L'idea è quella di riproporlo a così ampia distanza di tempo per consentirne una fruizione più distaccata ed equanime.Lor. Toz.
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