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"In coppia è più facile la strada verso il successo"

Le gemelle Squizzato: a sinistra Laura e a destra Silvia

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Ironicamente definite le «Kessler del giornalismo», Laura e Silvia Squizzato più che essere gemelle sono una squadra cui non dispiace il soprannome, «l'importante è che non ci accostino alle Lecciso!», rispondono in coro. Inviate della trasmissione «Mezzogiorno in famiglia» in onda su Rai2, dove giocano in collegamento dalle piazze italiane, sono abituate a collaborare nella vita come nel lavoro. Ma avranno pure dei difetti e dei pregi: quali quelli di Laura, secondo Silvia? E di Silvia, secondo Laura? Silvia: «Tra noi c'è scambio di vedute e molta confidenza. Ma Laura è sicuramente più istintiva di me e tende a dimenticare». Laura: «Lei ricorda tutto. Silvia è molto diplomatica ma trattenendosi, quando sbotta è la fine anche se capita una volta l'anno! Siamo gemelle atipiche perché a volte ci scambiamo i ruoli come fossero vestiti, senza farlo apposta. In fondo, rimproverando ciò che è molto simile a noi finiamo per farci delle critiche».  Che differenza c'è nell'avere una gemella da una sorella? Laura: «Il rapporto è molto diverso. Da piccole, essere gemelle era naturale. Piuttosto mi faceva strano che tutti sapessero il nostro segno zodiacale, che davo per scontato fosse dei gemelli, invece era acquario! Poi ho cominciato a chiedermi come fosse non esserlo. Verso gli 11 anni la rivelazione: Silvia mi ha fatto il regalo per il compleanno e mi ha stupita. Non era mai accaduto prima. Di solito erano gli altri a farci gli auguri mentre spengevamo, insieme, le candeline sulla torta. Invece, per la prima volta, Silvia aveva comprato un dono per me!». Silvia: «Abbiamo una sorella più grande di 5 anni, Elena, che vive a Brescia. Andiamo d'accordo, ma il rapporto è diverso. Con Elena discutiamo raramente, invece noi gemelle ci scontriamo facilmente. Il forte dialogo interiore comunque ci permette di percepire l'origine comune di certi atteggiamenti. Non è un caso che se una persona ci sta molto simpatica, ne condividiamo il feeling». Vi è mai accaduto di avvertire sensazioni di disagi o pericolo stando distanti? Laura: «Sono capitate delle coincidenze, come comprare il medesimo regalo o andare in un negozio in tempi diversi e acquistare le stesse cose. È successo anche di raccontare un sogno e sentirsi dire "ma no, l'ho fatto io”». Silvia: «A me è accaduto solo di andare al pronto soccorso e non avere nulla di che. Eravamo distanti. Ma Laura nello stesso istante si sentiva ansiosa, agitata, senza capirne il motivo: percepiva il bisogno di sentire almeno la mia voce». Vantaggi e svantaggi d'esser gemelle? Laura: «Tra i vantaggi ricordo quando dovevo fare la rassegna stampa per Telelombardia, ma svegliandomi con un vistoso herpes, è andata Silvia al posto mio. Oppure quando, eravamo all'Isola d'Elba per il programma "Vivere il mare". Avevo appena girato una scena con i fanghi. Per esigenze di servizio non mi ero coperta subito e sono diventata afona. D'accordo col regista, abbiamo fatto un playback. Sembravo una ventriloqua ma poi Silvia è spuntata fuori e l'abbiamo dichiarato ai telespettatori». Silvia: «Tra gli svantaggi ricordo una crisi di coppia scoppiata quando, l'amico del mio fidanzato, mi aveva accusata di trovarmi a Milano con un altro. Non sapeva di Laura». Sembrate due gocce d'acqua eppure delle differenze ci sono. Laura: «Io sono più rotonda ma abbiamo lo stesso stile nel vestirci e pettinarci. Questo ora, perché nostra mamma da bimbe ci differenziava anche nell'abbigliamento». Silvia: «Io sono più spigolosa. Abbiamo la riga dei capelli opposta e siamo mancine. Più che uguali siamo speculari se ci vediamo allo specchio».

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