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Troppe chiacchiere sul sovversivo '68

Nicholas Cage ed Eva Mendes

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Dopo 41 anni il '68 torna a infiammare di nuovo. Stavolta con il film «Il grande sogno» di Michele Placido che passerà in concorso al Lido mercoledì. Un racconto con cenni autobiografici del regista che rivisita la sua vita e la storia italiana, quella dei cattolici conservatori che si ritrovarono i figli alle manifestazioni, «mentre - per Placido - le famiglie si sfaldavano tra mille interrogativi». Tutto è partito ieri notte da un boicotaggio contro «Il grande sogno» di alcuni militanti de Il Popolo di Roma che hanno oscurato con bombolette spray i manifesti pubblicitari del film con lo slogan «No 68». Il regista pugliese ha subito chiesto al sindaco Alemanno di «condannare questo gesto, preoccupante, perché dietro c'è una mente perversa: ci si atteggia a censori della patria». Immediata la risposta del sindaco di Roma che ha chiamato personalmente Placido: «Siamo d'accordo che il dibattito sul '68 è aperto e giudizi su questo periodo sono improponibili», ha detto il sindaco, che ha accettato l'invito per partecipare alla prima del film. Alla fine, il portavoce del Popolo di Roma Giuliano Castellino ha fatto marcia indietro, cessando il boicottaggio per «rendersi disponibile al confronto sul 68». Un'altra polemica è rimbalzata sul Lido a causa del film «Il cattivo tenente. Ultima chiamata New Orleans» di Werner Herzog (ispirato all'omonima pellicola di Abel Ferrara con Harvey Keitel) e dall'11 settembre al cinema distribuito da 01. La polemica parte da lontano, da quando Abel Ferrara, appena saputo del progetto, aveva minacciato il regista tedesco, dicendo «spero che quella gente muoia all'inferno e si trovino tutti su un tram che esploda». Herzog, che fa il bis e si ritrova in concorso anche col Film Sorpresa di ieri, «My Son, My Son, What Have Ye Done?», ha sottolineato di non sapere «chi sia Ferrara, ma forse c'incontreremo presto davanti a una bottiglia di whisky». Per il protagonista Nicholas Cage (in sala in questi giorni anche nel film apocalittico «Segnali dal futuro» di Proyas), «il tenente di Ferrara aveva un'impostazione giudaico cattolica, tra sensi di colpa e redenzione, mentre il mio tenente non è né buono né cattivo, non è un remake del vecchio film e io stesso, da jazzista della recitazione, ho influenzato Herzog nel creare un poliziotto capace di suonare molte note». Accanto a Cage la formosa Eva Mendes, per la quale si tratta di una «fiaba anomala di amanti persi nella New Orleans post-Kathrina: il tenente è sempre strafatto di coca e io sono una prostituta che lo aspetta». Uscirà invece l'8 settembre, nel giorno dell'Immacolata, «Lourdes», dell'austriaca Jessica Hausner, film molto applaudito dai critici tanto che già si parla di un suo posto nel palmares veneziano. La storia di una guarigione fa riflettere sull'ambivalenza dei miracoli, sul potere della fede e sul volere imperscrutabile di Dio. Per il produttore, Luciano Sovena di Cinecittà Luce, «l'opera contiene valori importantissimi, al di là della religione». Bravissima Sylvie Testud nel ruolo della paralizzata miracolata. Ironiche le invidie degli altri malati che s'interrogano sulla «crudeltà» di Dio e si chiedono «perché non a me?». Due dive italiane sono intanto sbarcate sul Lido, Isabella Aragonese per «Dieci inverni» (Controcampo) e Claudia Pandolfi per «Il Cosmonauta».

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