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"Canto per i miei cugini abruzzesi"

Renzo Arbore (Foto Pizzi)

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«Sono stato sfollato in Abruzzo: i suoi abitanti per me sono cugini». Renzo Arbore si emoziona per raccontare il suo prossimo live: il 7 agosto farà un concerto, gonfio di sentimento per i terremotati a L'Aquila, presso L'Aquila Preturo-Aeroporto dei Parchi. Come è nata l'idea di fare un concerto in Abruzzo? «Beh, non è stata una sorpresa ma una proposta dell'entourage di Bertolaso, ci hanno chiesto di fare qualcosa per l'Abruzzo. Non c'è stato neanche bisogno di interpellare l'Orchestra. Quelli sono musicisti che non si tirano mai indietro. Abbiamo soltanto richiesto uno spazio adeguato». Sarà più di un successo. «Tutti i concerti che abbiamo fatto sono stati un grande successo, lì è da un po' che non suoniamo». L'ultimo concerto in Abruzzo? «Ne ho fatto uno a Pescara l'anno scorso: inoltre abbiamo girato molti paesi dell'Abruzzo come Giulianova Terme. Quella regione è una delle nostre mete, per me sono dei cugini: noi di Foggia abbiamo un rapporto privilegiato con gli abruzzesi». Quale canzone dedica ai terremotati? «Ancora non ci ho pensato. L'ultima volta a Roseto cantai "Vola vola vola" perché è la canzone della mia infanzia e della mia adolescenza. Faremo anche brani di Modugno. Certamente sarà un concerto particolare, con un contenuto sentimentale molto forte». Racconti di quando fu sfollato. «Ero un ragazzo. A Chieti ho avuto la cittadinanza e ne sono tanto fiero. Noi foggiani andavamo a villeggiare a San Camillo a mare, a Pescara e nei dintorni. Ho avuto con quei luoghi dei rapporti sempre straordinari. Le spiagge più belle cominciano lì dove ho passato la mia infanzia, quando la guerra ci sorprese». Dov'era la notte del 6 aprile scorso? «A casa mia. Abito a Roma Nord e ho sentito il terremoto la prima e la seconda volta. Ho acceso il televisore ma non mi sono reso conto di una tragedia così profonda». Quale cavallo di battaglia suonerà il 7 agosto? «Apriamo con una canzone a cui siamo molto legati, "Era de maggio"». Lo scopo del concerto? «È per i terremotati, non lo facciamo per fare soldi. È un concerto pensato per alleviare una stagione per loro difficilissima, la peggiore di tutta la loro vita. Sotto le tende con questo caldo... Hanno bisogno di aria fresca e di dimenticare». Dove andrà dopo la tappa abruzzese? «Andremo a Monopoli, poi a Vasto (12 agosto, ndr), poi ad Anzio (14 agosto, ndr) e a Ischia». Non pensa a un ritorno in televisione? «Devo dire la verità, la musica riempie le mie giornate. Ora ho un attimo di tregua ma presto sarò in Sardegna. Pochi giorni fa ero in Canada: ho un'attività musicale intensissima. I dirigenti Rai vorrebbero che io...». Quindi è stato ingaggiato? «Sì. È una di quelle cose un po' così. Che uno dice "Sarebbe bello ma..." Tra il dire e il fare c'è di mezzo la televisione e la difficoltà di fare una televisione degna del mio passato. Comunque grazie a Dio la popolarità non scema, anche per tutte quelle repliche che vanno in onda, per le interviste che mi fanno. Dovunque vada registro il tutto esaurito. E il mio timore è sempre quello di deludere il pubblico». È un «sì» o un «forse»? «Diciamo che comincio a pensarci».

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